giovedì 22 novembre 2012


LE SUPERIORI (IL SECONDO ANNO IN PRIMA IN UN’ALTRA SCUOLA!)

Finita l’esperienza di Via Pace (all’epoca l’I.T.S.O.S. si trovava lì, ovvero vicino al palazzo di giustizia e se avete fatto caso alle date [1994!] potete ben vedere chi incontravo quando uscivo da scuola….!) sono entrato per la seconda volta in prima (e non sarà l’ultima!) allo Zappa, ovvero ragioneria, la scuola dove mio fratello si era diplomato (ebbene si, mio fratello è ragioniere!), la cosa che mi ha lasciato stranito era che non ero il più grande nella mia classe, infatti, l’anno prima ci fu una moria di bocciature, in pratica eravamo quasi tutti dell’ottanta (alcuni del settantanove!), quest’anno fu molto importante perché ha cementato il mio anticonformismo estremo, odiavo la scuola e ciò che rappresentava (e che rappresenta!) ma volevo (all’epoca!) un pezzo di carta e quindi sono stato bravo e buono e ho frequentato tutte le lezioni (ho fatto tipo quattro assenze e tre ritardi in tutto l’anno!) anche quelle più noiose, ma quest’anno è stato caratterizzato da un figlio di puttana di professore, tale Morello, un ingegnere fisico fallito che si era ritrovato a insegnare alle superiori e fidatevi era la cosa più lontana dall’essere un professore, ci fu un caso, un caso specifico che ha scritto la parola bocciatura per questo anno scolastico.
All’epoca ero intrippato col Giappone e quando salutavo m’inchinavo leggermente, il fatto è che lo facevo con tutti e tutte, il brutto è che a settembre (quindi a inizio anno!) ho “osato” farlo a codesto professore e lui con la tipica aria (tipicamente italiana!) da mafioso mi ha giurato che mi avrebbe bocciato, così fu, riuscì a manipolare talmente bene gli altri professori che a giugno risultavo con tutte le materie sotto il sei (nonostante il nove in Italiano e il sette in diritto!) ma parliamo bene di questo immenso figlio di puttana!
Per un errore burocratico il losco e alquanto FDP aveva tutti i giorni d’insegnamento nella mia classe, in pratica avevo questo scarafaggio perennemente alla cattedra (in teoria ci doveva “insegnare” informatica e come programmare e invece non ha mai fatto una cazzo di lezione d’informatica [il che non è vero ne ha fatte…. Due in tutto l’anno ma visto che lui in primis non ne capiva un cazzo di computer riteneva che era inutile insegnare la programmazione!]!) questo “professorone” mi aveva preso di mira (so che molti studenti sostengono che i professori li odiano ma nel mio caso questo figlio di puttana mi aveva preso di mira sul serio, anche perché rispondevo e non le “mandavo a dire”!), infatti, si divertiva a interrogare con i numeri della tombola (e non sto scherzando!), ovvero, aveva un sacchetto con i numerini della tombola, estraeva un numero che coincideva con un nome, ora voi meravigliosi lettori penserete che facendo così sia un metodo democratico per interrogare… si col cazzo, il brutto è che (guarda caso!) estraeva sempre il numero abbinato al mio nome, ciò vuol dire che tentava d’interrogarmi tutti i giorni, io orgoglioso (e tutto stronzo nel cervello!) m’alzavo e dicevo che non volevo essere interrogato e quindi mi beccavo un due tutti i giorni, la cosa non m’importava più di tanto anche perché stava nascendo in me la mia vena umanistica, ovvero in quest’anno ho incominciato a scrivere seriamente (il mio primo raccontino lo scritto nel novantaquattro ma sulla mia scrittura ne parlerò in un altro capitolo!) e le svariate materie scientifiche le ritenevo una becera rottura di cazzo (poi mi sono ricreduto ma questa è un’altra storia!), quindi se quel lurido e insulso figlio di puttana mi dava due non m’importava, adoravo (e adoro tutt’oggi!) la storia, la cultura umanista e tutto ciò che ne fa parte (filosofia in primis!)!
Quell’anno sono stato bocciato, come ho già scritto (e non voglio ripetermi!) la mia bocciatura è stata grazie a quel fetido professore fallito, ma finalmente alla mia terza volta in prima superiore sono riuscito a farmi promuovere anche se il tutto era contornato dai soliti psicologi scolastici!

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