venerdì 16 novembre 2012


ELEMENTARI PRIMI DUE ANNI

I cinque anni delle elementari le ho frequentate in due scuole diverse (molto diverse tra loro tra le altre cose!), la prima era marcatamente cristiana (ora mi spiego, non era una scuola privata, ma i svariati maestri/e erano “culi bianchi” per intenderci, ora non so come sia ora ma nell’ottantasette era prettamente democristiana [e la faccenda che i miei non sono mai stati baciapile mi pone alcune domande sulla loro decisione di mandarmi proprio in questa scuola, forse perché l’aveva frequentata mio fratello!]!), infatti, il doposcuola (all’epoca non esistevano ancora le scuole a tempo pieno!) era gestito dalle bastarde vestite da pinguini (lo stesso “istituto” dove ho frequentato l’asilo!), una delle poche cose che mi ricordo in questi due anni di scuola effettiva è che ci impedivano di usare le penne che si cancellano, i due “incidenti” avvenuto del doposcuola, la palestra (che hai miei occhi di settenne era immensa e che poi a rivederla era poco più grande di uno sgabuzzino piccolo!), ciò che ha fatto scatenare l’incazzamento dei miei genitori per un disegno nell’ora di religione che è stato il fatto scatenante che ha fatto sì che io cambi assi scuola e il delirio di svariate madri che volevano regalare per fine anno un gioiello prezioso alla maestra (il perché di questa cosa non lo mai capita, anche perché, le maestre hanno uno stipendio e quindi perché farli un regalo? A me non hanno mai regalato nulla nonostante il mio lavoro!), andiamo per ordine:

  • Le penne che non si possono cancellare: in teoria in prima elementare e in seconda elementare gli studenti non sono dei Proust in erba e quindi è logico usare una penna che si cancellava (una novità assoluta in quei anni e che ora è di una banalità estenuante!) ma la mia prima maestra (di cui non ricordo il nome ma solo il viso che poi ritroverò nel viso di una professoressa di Fisica allo Zappa!) era fortemente convinta che queste penne erano il demonio in terra e quindi ho sempre usato le BIC (quelle con il cappuccio che aveva il colore dell’inchiostro dentro la penna e di cui ne faccio ancora uso tra le altre cose!), per mia fortuna il delirio di questa maestra (che a dirla tutta [e con il senno di poi!] era tutta stronza nel cervello!) è durato poco anche perché poi ho cambiato scuola!
  • I due incidenti: come ho già scritto, i miei genitori lavoravano tutti e due e quindi dovevo per forza maggiore andare al doposcuola (una cosa odiosa trasportare dei bambini dalla scuola in un altro istituto… secondo me s’intende!), visto che all’epoca pochi istituti praticavano il dopo scuola e tra questi pochi istituti c’erano le famigerate suore (ebbene si, col senno di poi capisco i miei genitori… non c’era alternativa e credo che mio padre si sia sempre pentito della sua scelta di mandarmi in pasto a delle suore!), diciamo fin da principio che da piccolino non ero un bambino tranquillo ma anzi ero molto “agitato” (come ho scritto nel sotto capitolo incentrato sull’asilo!), cercavo, nonostante tutto, d’apparire (ero sempre un ragazzino di sette/otto anni per Dio!), di far parte di un gruppo, peccato che il gruppo a cui agognavo all’epoca d’appartenere non mi ha mai cagato di pezza (chi sa che fine avranno fatto quei bambini?) quindi facevo il buffone, lo ammetto, facevo finta d’essere un pagliaccio (a proposito ho appena sentito mia madre e ha confermato la mia teoria, ovvero che non c’erano istituti propensi a fare il dopo scuola e quindi sono stati costretti a mandarmi dalle bastarde!), ok, tornando a bomba, il primo incidente è stato che un mio compagnuccio di classe ha avuto la brillante idea di farmi uno sgambetto, niente di male penserete voi, sono bambini e certe cose le fanno, il brutto è che questo compagnuccio (Diego se non erro il nome!) mi ha fatto lo sgambetto nel giardino dell’istituto ovvero una piazza medio grande dove al posto dell’erba c’era la ghiaia ma non la ghiaia normale bensì quella nera (per chi non lo sapesse è la ghiaia industriale ricavata dagli scarti dei cantieri ricoperti da pece che se uno cade su quelle trappole si fa un male cane!), il risultato è un mio sguarro (ovvero un taglio molto profondo!) sulla fronte, non ci sono state azioni legali anche perché le pie donne erano a pregare senza badare ai bambini (ops lo detto? Ebbene si, le suore o bastarde che dir si voglia preferivano andare a pregare che tenere d’occhio un centinaio di bambini, in fin dei conti chi prega si aggiudica un posto in paradiso…. Per me stanno tutte bruciando all’inferno!), questo è solo il primo incidente che ho subito nel dopo scuola dalle suore, il secondo (sempre da parte di Diego [che si chiamava Diegoli di cognome se non sbaglio… no, non sbaglio si chiamava proprio così, alla faccia della fantasia dei genitori!) che si notava che aveva dei problemi e problemi seri!) incidente consiste con il compagnuccio che mi ha tirato una bastonata (un manico di scopa per l’esattezza!) in fronte (per chi mi conosce dal vivo avrà notato la specie di bozzolo che ho in fronte, lo so che non si nota tanto ma c’è!) il risultato è stato un paio di punti di sutura (ne ho anche in testa quando mi sono alzato sotto a una finestra e lo spigolo di quest’ultima mi ha ferito la testa con sangue e tutto il resto!) ovviamente le pie donne stavano pregando (ma che cazzo stanno a pregare tutto il giorno me lo sono sempre chiesto!) la cosa è stato un piccolo scandalo all’epoca (l’ottantotto se non erro!) con scuse ufficiale dai genitori del compagnuccio e con un monologo sulla sicurezza della maestra (quella di cui ho già parlato!), la cosa che (a veder bene!) mi ha dato fastidio è stata l’umiliazione pubblica di un povero bambino (che ricordo a tutti che aveva e forse ha tutt’oggi!) con dei problemi, per la serie la pedagogia è una cazzata!
  • La palestra: una struttura che stava all’ultimo piano della scuola (cosa rara visto e considerato che di solito le palestre sono sempre poste alla base delle scuole ma in questa scuola era all’ultimo piano!), aveva dei finestroni enormi che facevano entrare la luce tenue del giorno, se mi chiedete cosa ho fatto in questa palestra posso dirvi che non me lo ricordo ma ho impresso l’immagine di questo salone “magicamente” illuminato, ero un bambino e non avevo mai visto uno spazio così grande dove si doveva fare “esercizio fisico”, un termine all’ora per me perfettamente sconosciuto, ma era bello (per quanto possa essere bello!) essere lì nei primi giorni di scuola a vedere che anche nella “mia scuola” esisteva una palestra!
  • L’incazzamento: in seconda elementare dell’epoca non si poteva saltare l’ora di religione questo fatto ha fatto sì che la famosa maestra avesse carta bianca sull’insegnamento (vorrei ricordare che mio padre a parte essere uno dei più grandi traduttori al mondo era anche un filosofo e un pedagogo!), ci fu una cosa che fece partire “l’embolo” hai miei, un disegno, un semplice disegno (non ho mai disegnato molto in vita mia a dir il vero, a parte i vermicelli, ma su questo argomento ci ritornerò su più avanti!), roba da niente direte voi….no, la famosa maestra ha costretto i suoi studenti a disegnare Gesù Cristo il più realisticamente parlando (e forse questo fatto mi ha portato ad essere uno scrittore realista ovvero colui che racconta ciò che vede, ovviamente sono mie supposizioni!), io che non ero un povero bimbo spaurito (e qui apro una parentesi, fu in questo anno che venni a contatto con il primo psicologo dell’infanzia con cui ho avuto a che fare, la storia inizia con una convocazione della maestra per i miei genitori che s’incentrava tutto sul perché io me ne stavo solo e non legavo, i miei genitori presi dal panico si sono rivolti ad uno psicologo [che stava ad Affori e so ancora dove sta!], quest’ultimo mi ha fatto domande e mi ha fatto il test del Q.I., test di prassi che tutti gli psicologhi fanno hai bambini per attestare se sono “normali” o no, il brutto di tutto questo è stato che dopo i test risultava che avevo [ho meglio ho!] il Q.I. di 110…. Due punti sotto Einstein e non sto scherzando, saputo questo i miei si sono allertati e hanno scoperto che io m’annoiavo in classe e quindi dovevo essere stimolato [parlo sempre degli anni ottanta non dimentichiamocelo!] e hanno fatto le ricerche del caso il fatto è che avevano trovato una scuola adatta a me, ovvero una scuola per bambini dotati il brutto era che la retta mensile costava come tre mesi di stipendio dei miei e quindi hanno rinunciato lasciandomi in balia di deficienti che ripetevano la stessa litania ovvero :”è intelligente ma non si applica” , non voglio dare colpe a nessuno s’intende, forse la mia esistenza sarebbe stata diversa se sarei andato in quella scuola ma in fin dei conti mi va bene così!) ho disegnato il Cristo col sangue e tutto il resto…. Ho preso un bel voto (me lo ricordo come se fosse ieri, la famosa maestra mi ha elogiato davanti a tutta la classe… il brutto è che io non sapevo il perché!), purtroppo i miei vedendo il disegno (che sbandieravo come una vittoria personale!) si sono incazzati e a fine della seconda mi hanno fatto cambiare scuola e su questo fatto mi ricordo mio fratello che accompagnandomi a scuola mi disse :”In questa scuola non ti faranno disegnare croci!”… in effetti non lo fecero, però la scuola laica dove ho finito le elementari era forse peggio della scuola gestita da culi bianchi, ma su questo tornerò nel prossimo sotto capitolo di questo capitolo!
  • Il regalo: era usanza all’epoca, ha fine anno scolastico che i genitori facevano un regalo “simbolico” alla maestra (che non si meritava un cazzo anche perché non sapeva l’ABC della pedagogia ma credo che ormai sia morta!), il delirio è che negli anni ottanta tutti stavano bene (chi dice di no non abitava a Milano, dove negli anni ottanta tutti erano medio borghesi e i soldi giravano e molti!) e quindi svariate madri avevano pensato di regalare un collier d’oro alla maestra (si avete letto bene e non sto scherzando….!) ovviamente i miei genitori si sono rifiutati di dare l’obolo per una cosa inutile come il regalo di fine anno ad una maestra (si parlava di centomila lire a testa per il regalo, ovvero uno sproposito per chiunque per l’epoca!), ho saputo questa cosa anni e anni dopo e mi sono sentito orgoglioso dei miei genitori, lo devo ammettere, come sia finita la cosa non lo so…anche perché il settembre successivo sarei andato in un’altra scuola… laica, troppo laica, quasi soviet!

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