giovedì 29 novembre 2012


-Il suicidio del sistema-

E’ così che viviamo, assorbendo, mettendo in relazione, organizzando le nostre esperienze in modi che esprimono i nostri personali e originali bisogni di riferimento”
William T. Vollmann
Come un’onda che sale e che scende”


Capita a tutti gli scrittori (degni dei questo nome o meno!) d’arrivare ad un punto d’incazzarsi, infatti, tutti gli scrittori (chi più chi meno!) prima o poi scrivono qualcosa del mondo in cui vivono (Joyce attaccava l’Irlanda attraverso articoli che ad una prima occhiata sembravano innocenti e casti, Eliot idem, Proust ha incentrato la Ricerca del Tempo perduto sulla sua esistenza giovanile [qui si aprono svariate scuole di pensiero sul perché abbia scritto la ricerca, secondo il mio modestissimo avviso la scritta per ricordare {e ricordo, per chi non lo sapesse che Proust quando ha incominciato a scrivere seriamente la ricerca era già avanti con gli anni e non è stato un work in progress incominciato in tenera età e finita da un uomo anziano!}com’era da giovane e per autoricordarsi cosa si provava ad esserlo!] cambiando i nomi dei personaggi principali ma è riuscito a scrivere uno spaccato d’epoca o meglio la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova!)… io ho fatto lo stesso con i miei suicidi del sistema, a oggi (Quattordici novembre Duemiladodici!) ne ho scritti duecentoventicinque, diciamo fin da subito che ho impiegato un bel po’ di tempo per dare la giusta careggiata (circa una ventina di suicidi della “prima serie”!), la giusta careggiata per questi scritti era il lasciare fluire i miei pensieri che mi potevano o meno venire leggendo (o venendo a sapere!) determinate notizie, lo devo ammettere, quando ho incominciato a scrivere i suicidi ero ancora convinto che la “buona politica” ci poteva esserci, mi sono dovuto ricredere subito o quasi!
Se dovessi fare un esame di coscienza sulla prima serie di questi suicidi devo dire che i primi cinquanta suicidi erano di una banalità estenuante (a parte uno che ho scritto in Israele dove ero in vacanza e dove il giorno dopo il mio arrivo ci fu un attentato alquanto sanguinosa a Gerusalemme e i media italiano non ne hanno fatto parola [ed è stato proprio questo fatto che mi ha fatto ricredere e molto sull’imparzialità e sulla libertà reale di stampa in Italia!), cercavo d’essere spigoloso e incazzato e il risultato era un’accozzaglia di luoghi comune e cose già dette da giornalisti e scrittori di gran lunga migliori di me, ci fu una svolta estremamente importante sul mio modo di concepire mentalmente (ebbene si tutti i miei scritti sono anticipatamente pensati a lungo prima di finire sulla “carta” ed è per questo che prendo raramente appunti… ho la piena fiducia della mia mente!), la svolta fu nel scoprire la prosa meravigliosamente ricca e incazzata di Giampaolo Pansa (giornalista dall’innegabile talento che è riuscito a parlar male del PD sul riformista [una delle tante testate di sinistra!] e del PDL e di Berlusconi su Libero [giornale palesemente schierato col PDL!], un giornalista che se anche scrive trenta pagine di articolo si riesce a leggerlo tranquillamente e che arrivati alla fine ci si arrabbia perché è finito!), leggendolo ho capito che strada doveva prendere i miei scritti politicamente incazzati, ovviamente non raggiungerò mai la prosa spiccia ma ricca di Pansa (e ci mancherebbe altro, sono un novizio poco brillante su questo argomento!) ma ho provato ad imitarlo (male a dire il vero anche perché su certi temi sono alquanto più scurrile di Pansa!) e in alcuni casi l’imitazione è pallidamente riuscita, la cosa che mi ha divertito di più in questa prima serie (perché la scrittura dev’essere divertente e piacevole per chi scrive se no i “pezzi” vengono insipidi e i lettori lo capiscono [ed è proprio per questo che credo che Pansa scriva solo quello che vuole come e quando vuole!] eccome se lo capiscono!) sono state le liste dell’odio (la genesi delle mie liste del venerdì ma anche per loro avranno un capitolo a parte!) dove vomitavo tutto il mio odio verso determinate etnie e verso i politici italioti (e se la memoria non m’inganna fu proprio in una di queste liste che ho coniato il termine Big S. rivolto a Berlusconi [e da questo termine ne sono nati molti altri!]!), forse queste liste sono stati i miei suicidi di questa prima serie più apprezzati!
Questa prima serie è nata che al governo si era insediato da poco Romano Prodi per poi passare lo scettro del comando a Berlusconi, questo passaggio mi ha fatto capire (parliamo della seconda metà della prima serie!) che sotto, sotto, i politici sono tutti uguali e la mia fiducia nelle istituzione è scemata fino a sparire e fu con questo spirito che dopo pochi mesi dal centesimo suicidio del sistema ho incominciato subito con la seconda serie!
Se nella prima serie avevo toccato punti tipicamente italiani (di politica in primo luogo e dell’italiano medio in secondo!) nella seconda serie ho voluto allargare timidamente i miei orizzonti verso il mondo, ho toccato fatti di storia moderna e non; la mia insana curiosità verso i famigerati anni di piombo (che collocavo all’epoca della seconda serie subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e finiti [per ora, anche se le notizie smentiscono questa mia consapevolezza!] con gli omicidi di Dantona e Biagi!) mi hanno portato a scrivere anche di storia, con questi suicidi del sistema (ne scrivevo anche due o tre a settimana per poi pubblicarli poi!) ho voluto dire la mia su determinati fatti (i morti neri e rossi degli anni settanta/ottanta!) la cosa che può suonare strana (ma non per i studiosi di storia!) è che più venivo a conoscenza di determinati fatti tipicamente italiani (di cui mio padre e mia madre ne hanno vissuto quasi in prima persona [la Milano anni settanta e ottanta non era poi così un paradiso pre boom!]!) più l’orizzonte s’allargava e più il territorio italiano era riduttivo e quindi eccomi a scrivere di politica estera del presente e del futuro (un suicidio del sistema dimostravo come l’America non si sia evoluta nel fare le guerre dai tempi della guerra di secessione!), fu in questa seconda serie che mi sono totalmente discostato da tutti i partiti politici e da tutte le correnti politiche anche perché sono fortemente convinto (e ancora ad oggi ne sono convinto!) che uno scrittore o giornalista non può (per essere imparziale!) appartenere a nessun partito politico o corrente che dir si voglia perché deformerà irrimediabilmente la realtà dei fatti distorcendoli per dare il contentino al partito a cui appartiene… lo devo ammettere in questa seconda serie ho scritto dei scritti veramente incazzati (in alcuni di questi ho rischiato querele [tipo quando ho dato a Bondi del povero coglione buono solo a leccare il culo a Big S.!]!)!) ma il periodo era pronto alla mia prosa incazzata…. Ora non lo so se lo è, infatti, i miei suicidi (i primi venticinque di questa terza serie!) sono molto sporadici e nonostante che non calcolo ciò che può accadere nell’immediata pubblicazione sul mio blog (se dovessi incominciare a pensare alle reazioni non scriverei più!) ma l’incazzatura che ha investito tutta la seconda serie ha preso posto alla rassegnazione è brutto scriverlo ma ahimè più vado avanti e più l’ottimismo che potevo o non potevo avere è scemato… non sono affatto negativo (e qui Marcello [di cui scriverò un capitolo di questa mia biografia!] mi è testimone!) ma realista… forse è meglio essere idioti e ignoranti o per meglio dire italiani medi!

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