lunedì 28 marzo 2016

-E siamo a due su tre-

-La mia su “From here to eternity”-

La colpa è di Marco Rincione!
Si, devo dirlo, la colpa è sua, ha scritto uno status su questo libro e ovviamente non mi ha messo la pulce nell’orecchio ma tutto il cane, con la pulce!
Ero restio a comprare questo volume, molto, devo dire la verità. Anche perché a me il punk non piace ma proprio per niente, ma il buon Marco mettendomi la pulce mi ha convinto, lo comprato!
Ok, vi aspettate una storia punk? No! Non è una storia punk ma proprio per niente, il punk è una scusante per raccontare una storia e non è di sicuro il trainante della storia!
Non è una storia punk quindi cos’è?
È una storia generazionale, a mio modesto avviso, il vecchio che lascia per il nuovo, il punk è una scusante per raccontare la storia (che potrebbe essere benissimo incentrata sugli anni cinquanta e gli anni sessanta o sui ottanta e i duemila!), non farò spoiler, anche perché non c’è n’è bisogno,  è un albo che si regge sulle proprie gambe (nato da una geniale iniziativa della associazione Culturale Mammaiuto e solo per questo merita tutta la mia stima da scribacchino in erba quale io sono!)!
Torniamo all'albo, è una storia incentrata su molte cose, che sembra leggera e altro ma non lo è affatto, non è una storia leggera, o almeno non lo è psicologicamente parlando, c’è una profondità di base che lascia basito il lettore, ma come?
Sembra disegnato da un bambino!
Bambino talentuoso direi, anche perché lo incrociato nella mia ultima fiera e fidatevi non è un bamboccio scemo ma anzi è un grande autore che sa cosa vuole dire e come dirlo!
Ma la storia si basa su un gruppo punk fuori dal tempo?
Punk? La storia non parla affatto di punk, ma di altro, molto altro e quindi esploriamo il volume!
Francesco Guarnaccia non ho scritto e disegnato una storia punk, proprio per niente, ha scritto una storia immortale, una storia del passaggio dall'infanzia alla pubertà e dalla pubertà all’età adulta, ha preso il punk come mero riferimento che non è importante, secondo me, i personaggi sono quasi adulti all'inizio dell’albo e poi crescono capendo i propri limiti, capiscono che in fondo essere giovani for ever non porta a nulla, bisogna crescere!
La poesia che Francesco (e scusa se ti do del tu!), sta tutto in questo, la crescita, è riuscito attraverso un gruppo spiantato di punk a creare l’angoscia che si prova nel diventare adulti, il capire che ormai ciò che si faceva a diciotto/venti anni è superata, si cresce, ed è per questo che io questo albo che ho divorato in poche ore, lo considero grandioso, in poche righe Francesco riesce a descrivere alla perfezione ciò che era e ciò che è, la crescita, direi quasi l’evoluzione che passa tra il bambino e l’uomo adulto!

È un albo che molti dovrebbero leggere, non per la storia in sé ma per ciò che fa capire…. 

Nessun commento:

Posta un commento

-132-

E si è quasi in inverno, la centotrentaduesima puntata della Cimice, buona lettura! Di Maio (o che per lui!) sfida Renzi in un faccia a ...