lunedì 19 ottobre 2015

-Vi avviso... è per stomachi veramente ma veramente forti-

-Row-

“Condanno alla pena di morte l’imputato per omicidio colposo con l’aggravante della brutalità con cui l’imputato ha infierito sui corpi delle vittime! L’udienza è tolta!”

Dodici anni dopo 

Il passo è leggero, una piuma, gli altri detenuti fanno silenzio, un silenzio irreale per un carcere, lui cammina legato sia mani che piedi, è il suo compleanno, è maggiorenne e deve subire la sua condanna, qualche detenuto piange in silenzio, è ancora un ragazzino sussurrano, è un bambino dicono in molti, lui cammina come una piuma in mezzo alle piume, nessuno lo sente a parte lo sbattere delle catene sul pavimento, il clang clang che entra nella mente come un mantra, ora lui è un Dead Man Walking!

Tredici anni prima

Nessuno aveva visto l’ultimo filmato, gli aveva bruciati tutti, nessuno poteva sospettare nulla, il padre che se lo inculava senza pietà e la madre che filmava il tutto ridendo, la sua innocenza violata, distrutta, lei rideva e lui ci dava dentro come se fosse la cosa più normale sodomizzare il proprio figlio appena entrato nella pubertà, lui lo faceva da anni ormai e lei filmava sempre, avevano un commercio, un mercato la sua violenza subita attirava clienti e portava soldi, tutti i giorni un filmato nuovo, ogni singolo giorno dell’anno lui arrivava chiamava lei e in attimo lui lo stava deflorando, ci furono filmati più violenti, con botte, sigarette spente sui genitali, pugni e quant’altro, ormai ne era quasi abituato, la catena che li legava la caviglia ormai era una sotto specie di piacevole tortura se c’era la catena voleva dire che non cerano loro, era una sotto specie di coperta di Linus, arrivò il giorno, l’ennesimo… doveva fare qualcosa!

Dodici anni dopo

La catena sferragliava sul pavimento, era quasi fiero nella sua tuta arancione, camminava a testa alta, sapeva di aver fatto la cosa giusta tredici anni prima, lo sapeva, doveva farlo e lo ha fatto, ora stava camminando, le ciabatte tipo Vans non facevano rumore, la sera prima poteva “godere” dell’ultimo pasto, qualsiasi cosa volesse poteva ottenerla, chiese un cheeseburger ben cotto, anelli di cipolla e molte patatine fritte con un litro di Coca cola… era la prima volta che riusciva a mangiare quelle cose!

Tredici anni prima

Fu un caso, la mano del destino, lui si era dimenticato di incatenarlo o meglio di chiudere la catena, era notte, si liberò quasi fin troppo facilmente, gli vide dormire, in un letto matrimoniale enorme, pensare che dormiva su un materasso piccolo e bagnato d’urina, gli vide, lì che pacificamente dormivano, non ci fu molto da pensare, scese in cucina, prese il coltello più grosso che i due congiungi possedevano e ritorno nella loro camera da letto, pensò di scappare e lasciars9i tutto alle spalle, ma non poteva, taglio prima la gola a lei e poi a lui, il sangue sgorgava a fontanelle, poi tagliò il pene di lui e glielo mise in bocca, a lei le cose andarono peggio, la sventrò come un maiale, l’aprì dalla vagina alla gola, come se non bastasse urinò dentro alla sua carcassa aperta, sorrise, quando vide i due agonizzare per poi morire, andò in giardino dopo aver preso turtte le riprese che avevano fatto, aprì un bidone della spazzatura, mise i filmati e con un bel po’ d’alcol e un fiammifero diede fuoco a tutto, i due stronzi erano morti, chiamò la polizia, lo arrestarono e ci fu il processo!    

Dodici anni dopo

La stanza è bianca, totalmente bianca, lo fanno accomodare su una sedia, si apre un telo e gli spettatori osservano la sua giovane età, a diciotto anni, lo fissano come se fosse il diavolo in terra, ha ucciso i suoi genitori, è il male assoluto, gli legano mani e braccia, non fa nessuna smorfia, vuole osservare il “suo” pubblico per l’ultima volta, gli guarda e pensa che forse doveva fare una vera e propria strage, la pillola di cianuro cade in una vaschetta…


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