venerdì 23 ottobre 2015

-La mia sul primo numero di Morgan Lost-




-La mia sul primo numero di Morgan Lost-

Avviso a tutti i vari lettori di ciò che sto per scrivere: questa non è UNA RECENSIONE perché non sono un giornalista ne altro, sono semplicemente i miei pensieri sul primo numero del nuovo nato in casa Bonelli!

Sono sempre scettico e malfidente sulle nuove testate della Bonelli, lo devo ammettere, a parte alcuni casi di cui conoscevo gli autori non mi hanno entusiasmato molto, mi lasciavano per la maggior parte con l’amaro in bocca; dopo la pseudo rivoluzione di Orfani che ha portato il colore in casa Bonelli non c’è stato una collana che poteva “rivoluzionare” il parco testate della Bonelli, non voglio fare il criticone ma certe scelte editoriali sono arrivate con decenni di ritardo (le Variant delle copertine, il colore, internet!), ma non voglio parlare della Bonelli come casa editrice (dovrò scriverci per il mio saggio sul nerdismo italiano ma questa è un’altra storia!) ma voglio parlare di un albo specifico che, sinceramente parlando mi aveva colpito dal trailer e dai vari indizi che si potevano beccare su facebook, voglio parlare di Morgan Lost!
Incomincio subito dai disegni, Rubini è riuscito a disegnare un albo non facile, avrei paura a vedere una sceneggiatura di Chiaverotti, c’è riuscito egregiamente, i tempi veloci e i tempi più lenti sono amalgamati alla perfezione in una sceneggiatura non consona per gli standard Bonelli, c’è riuscito molto, ma molto bene, le sue tavole non sono mai statiche danno un movimento cinematografico che in pochi riuscirebbero a farlo (forse Milazzo e pochi altri!), ogni tavola è una sorpresa anche per la scelta della cromatura dei colori, un non bianco e nero (perché non lo è!), una specie di acquarello grigiastro tinto di rosso che da di gran lunga uno spessore efficiente e grandioso alla storia, secondo me le scelte cromatiche fungono da un di più alla storia fa sì che il lettore s’addentri maggiormente e in maniera maniacale alla storia ed è lo scopo finale di Chiaverotti secondo me, il disegno e il colore sono una catena indispensabile per la storia, il grigio (e non il bianco e nero tipico degli albi Bonelli!) e il rosso fanno sì che un lettore qualsiasi non riesce a distogliere lo sguardo dalle tavole e dalla storia, sinceramente parlando non so se Chiaverotti lo abbia fatto apposta, ma conoscendo la sua scrittura mi sa di sì ed è un colpo geniale, ma ora passiamo alla scrittura o sceneggiatura che dir si voglia dell’albo!
Prima che uscisse il primo albo Chiaverotti parlava di influenze cinematografiche, sinceramente non so se le ho beccate tutte ma ora ci provo, ok, le prime pagine fanno un non concepibile riferimento a Nirvana di Salvatores, sul primo serial killer che becca (Che non è il primo in assoluto ma il primo dell’albo!) Morgan Lost fa un riferimento poco conosciuto ad un film che poi verrà fuori pagine dopo, quindi ne parlerò pagine dopo, non so se è una citazione o altro ma sinceramente non sono riuscito a beccare la faccenda dei morti che vede Morgan Lost, probabilmente dovrò vedere molti più film, la più palese o meglio la più raffinata citazione filmografica è rivolta a Sin City e al mensile Splatter, ma una citazione filmica che in pochi conosceranno a meno che non siano fan di Kubrick è la scena dei manichini presa da “Rapina a mano armata”, ora solo per quest’ultima citazione io m’inchino a Chiaverotti (le altre sono molto palesi e non voglio citarle perché basta leggersi un libro sul cinema e si beccano!)!
La sceneggiatura, il mio tarlo personale, quando leggo i fumetti è proprio la sceneggiatura, anche perché essendo un pseudo scrittore m’accorgo di vari buchi o quant’altro, diciamocelo, in tutta onestà Chiaverotti sa scrivere bene, sa dosare alla perfezione le varie scene calme, pacifiche e tranquille con scene d’azione, riesce a creare un mondo come quello di Morgan Lost dal nulla, sono fortemente convinto che abbia una mente che lavoro a trecentosessantaquattro gradi al secondo, non amo molto elogiare e santificare le persone ma Chiaverotti è uno sceneggiatore o meglio un tessitore di storie con i contro, contro coglioni, ha deciso praticamente da solo la linea editoriale della sua nuova creatura, c’ha creduto e c’è riuscito brillantemente, è riuscito a portare una vera e propria innovazione nel fumetto Bonelliano, una storia cruda, pesante, violenta, colorata ma non colorata, dove il personaggio principale è un antieroe per eccellenza, un personaggio che non guarda in faccia nessuna ma che ha una storia pesante alle spalle ma è alle spalle, non vorrei dire bestemmie (se no mi ricoprono d’insulti e sinceramente parlando non vorrei avere degli haters!) ma a mio modesto parere Morgan Lost e un fumetto che ha rivoluzionato (e finalmente!) la Bonelli, ma prima di lui va ricordato il geniale Dragonero (si lo amo alla follia, è scritto da Dio ed è disegnato ancora meglio!), quindi per concludere lunghissima vita a Morgan Lost un fumetto rivoluzionario (per la Bonelli!) che finalmente è uscito, ora aspetto il mese prossimo per vedere le varie citazioni filmiche che Chiaverotti inserirà (e sì starò lì a leggerlo e a dire ecco il film!), quindi posso solo concludere con questa frase, Chiaverotti e tutto lo staff di disegnatori/disegnatrici e coloristi/coloriste (si dice così?) stupitemi e sconvolgetemi con le vostre storie…


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