venerdì 5 febbraio 2016

-La mia su Paperi, il primo numero-

-La mia su Paperi, il primo numero-


Prima d’incominciare a scrivere “la mia” vera e proprio devo fare un preambolo e una scusa, parto con la scusa, mi devo scusare con tutti i miei lettori per il ritardo siderale della lettura di questo “fumetto” (lo metto tra virgolette per un motivo che poi spiegherò!) ma pareva che a Milano Paperi non dovessi arrivare e ora ho due coppie ma lasciamo stare!
Il preambolo è che stasera non avevi intenzione di scrivere “la mia” su questo “fumetto” ma bensì volevo scrivere una cosa sul family day con citazioni colte e argute ma poi Marco mi ha convinto a scriverla e quindi la scriverò, ma ora bando alle ciance ed è ora che tutti voi sappiate la mia su Paperi!

Tutto è nato da una condivisione d9i un disegno di un mio amico su facebook, nel disegno si vedeva un papero nella doccia che pisciava ed era triste come pochi, sulle prime ho pensato che fosse un autore americano o inglese e invece…. Pam è italiano, ho condiviso anche io il suo disegno (e ne sono fiero!) poi ho chiesto l’amicizia all’autore!
Dopo poco vengo a sapere che Giulio (è il nome del Disegnatore!) sta per pubblicare a breve una sua Graphic Novel “Paranoiæ”, la compro e per la seconda volta in vita mia leggo l’introduzione al volume (mi era capitato solo con Davide La Rosa per la sua introduzione a un volume di Walking Dead!),  l’introduzione l’aveva scritto Marco, stranamente avevano lo stesso cognome, sulle prime non ho pensato che fossero fratelli poi ho scoperto che oltre a essere fratelli erano anche gemelli (e attenzione che questa cosa è importante!), chiedo l’amicizia a Marco e scopro che è laureato in filosofia…. Bum, la mia ammirazione è salita alle stelle poi legge Joyce… ciao!
Ho scritto questa introduzione per alleggerirmi il compito che mi sono preso, Paperi, parlarne, diciamo subito che non è un fumetto per tutti, o meglio, secondo me la dicitura “Adatto ad un pubblico maturo” ci sta tutto, secondo me è un vanto, il “fumetto” si apre su una tavolo idilliaca, sole, sorrisi e quant’altro, la solita sviolinata Disney insomma, poi si volta pagina, bum, calcio in bocca, si entra nella realtà più cupa e tenebrosa, si vede il personaggio Disneyano com’è veramente, la storia si snoda sul suo essere interiore, il suo vero Io e sulla più totale mancanza di super Io, è un personaggio solo, malato e che si fa schifo, un reietto che viene sputato, un personaggio che il destino e la vita lo hanno inculato a morte senza vasellina, questo mi piace in una storia (non l’accanirsi su un personaggio sia chiaro, anche se io sono l’ultima persona che può dirlo visto che tutti i miei personaggi sono come Paper Ugo se non peggio!), una storia dev’essere vera, sporca e cattiva e deve entrare in profondità nella psiche del personaggio che si vuole raccontare ed è per questo che ho virgolettato la parola fumetto, non lo è, per un semplicissimo motivo, la storia è una poesia tragica ma bellissima che starebbe bene affianco ad un Rilke, i disegni non sono disegni ma dipinti che starebbero benissimo esposti in un museo, se dovessi dare un voto a questo primo numero (dovrebbero essere tre numeri se non sbaglio!) non saprei che voto dare, la scala da uno a dieci è troppo riduttiva!
So che vi aspettate che sia finita qui e invece no, voglio dare il meglio del meglio, entrerò a fondo in questo piccolo capolavoro, la scrittura, (essendo pseudo scrittore è la prima cosa che mi salta all’occhio!), Marco riesce in una manciata di pagine a tirare fuori ogni paranoia, ogni turbamento, ogni malinconia, ogni malessere fisico e mentale con una maestria che in pochi sono stati in grado di riportare su pagina, io ne conosco molto ma molto pochi, diciamo due o tre (e tra questi c’è Marco!), non farò paragoni o altro, ma Marco porco di un cazzo (e scusa il francesismo!) come ci riesci?
No davvero, ti prego dimmelo! E lo dico da scrittore (da ventidue anni ormai!), io non sono mai riuscito a sviscerare così bene e così dettagliatamente la mente e le paure di un essere umano (lo so che è un papero ma poteva essere qualsiasi cosa, anche un dado da brodo!) , non so come ci riesce ma ci riesce brillantemente!
Ma e c’è un ma, arrivi alla fine, l’apoteosi di Nichilismo totalitaristico, l’ultima pagina è una delle cose più belle che io abbia mai letto e visto, c’è una frase (che non riporterò ma gliela dirò in forma privata a Marco!) che vorrei tatuarmi in fronte e ho detto tutto!
Il disegno…. Che dire, il caro Giulio mi aveva abituato benissimo in Paranoiæ (e P.S.: Signor Testa di Patata è una delle cose più grandiose che io abbia mai visto!) ma qui si supera, sarà che Marco e Giulio sono gemelli ma qui l’osmosi tra loro è una cosa a dir poco spettacolare, Giulio con il suo tratto (tratto? Tratto un cazzo…. Sono dipinti!) riesce a rendere magistralmente la lenta agonia psicologica di Paper Ugo,  ci sono dipinti che sono veramente forti (la scena del vomito e la meravigliosa ultima pagina…. Cazzo la farei incorniciare per quanto è spettacolare!), sono veri e propri pugni in faccia tirati da Tyson, l’atmosfera fisica viene ricalcata nella fisicità (una cosa del genere l’avevo riscontrata solo in Seven…. E se ci fate caso piove sempre!), il dolore estremo del protagonista non è solo mentale ma si può vedere anche nella città, ribadisco il nichilismo del testo (forse sbaglio ma non credo!) è rappresentato “graficamente” alla perfezione, davvero, i dipinti di Giulio sono erezioni a non finire, è un orgasmo per gli occhi, riesce a dipingere l’emozioni che prova il personaggio e non è da tutti…. Che dire? A parte che considero Giulio uno dei più talentuosi pittori da decenni a questa parte? Che dire che quando lo incontrerò m’inchinerò al suo cospetto (e si lo farò davvero!)?
Per concludere le note dolenti, i difetti…. Il prezzo, tre euro? Tre euro? Per questa meraviglia? Ma stiamo scherzando? No davvero? Solo tre euro (io ne ho spesi sei [ho due coppie, per la serie o nulla o troppo!] ma fa niente!)? Io personalmente avrei speso molto ma molto di più, la seconda nota dolente è: le pagine…. Troppo poche…. Mi sono innamorato di questo papero triste ma dolce, ma so che creare un albo con tante pagine è difficoltoso, quindi può andare bene così, che dire? Aspetto il secondo numero sperando di comprarlo nel giorno di uscita e non dopo quasi un mese!  


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