martedì 3 marzo 2015

Bullismo


-Bullismo-


La cosa che più mi fa schifo in questa moderna era tecnologica è che le cose che ci sono sempre state ora vengono condivise, spammate (che parola terrificante!), spedite nella rete e quant'altro!
Ho appena visto (mio malgrado!) un video fatto da una ragazzina di sedici anni che mostrava come un’altra ragazzina di diciassette anni pestava in modo brutale un’altra ragazzina, la descrizione del video si riempiva la “bocca” con frasi del tipo :”L’indifferenza del gruppo”, “Nessuno ha difeso la povera vittima” e quant'altro, la cosa mi fa schifo, non per la didascalia ma per il video stesso, hai miei tempi (e uso questo termine perché la tecnologia negli ultimi vent'anni ha fatto passi da gigante ma solo nella comunicazione e nei P.C. non nelle varie branchie della scienza…. In teoria dovevamo già avere basi lunari da una decina d’anni e viaggi spaziali da quattordici!) non c’era tutto questo ma di bullismo c’è ne era molto e forse molto più di oggi ed io ne sono la prova vivente!
I miei primi ricordi di bullismo perpetrati nei miei confronti gli ho avuti al doposcuola delle elementari (o meglio i primi due anni!) dove ahimè frequentavo, finite le ore di scuole, una congrega di luride vacche conosciute anche come suore, le suddette vacche si divertivano ad umiliare i bambini, ovviamente io essendo il più taciturno e con un senso dell’umorismo alquanto stravagante ero la preda preferita, una volta “le spose di Cristo” hanno avuto la bella idea di farmi girare per tutto l’edificio con i pantaloni calati solo per farmi umiliare e quando dico senza pantaloni intendo con la fava di fuori, un altro episodio è stato quando un altro bambino (che non era tanto normale e non lo dico così a cazzo ma proprio perché poverino non era normale!) ha avuto la “brillante idea di tirarmi a mò di spadata un manico di scopa in testa provocandomi un taglio estremamente profondo in poche parole avevo la faccia completamente ricoperta di sangue e le “care” sorelle erano a pregare lasciando un centinaio di bambino allo stato brado, un’altra volta un altro compagnuccio mi aveva fatto lo sgambetto e ovviamente le “sorelle” pedagogicamente all’altezza, invece di mettere un prato (anche sintetico!) hanno avuto la brillante idea di mettere la ghiaia ricoperta di asfalto nel giardino dove i bambini giocavano (e credo che ci sia ancora dopo trenta e passa anni!), la caduta mi ha causato l’ennesima ferita alla fronte con la conseguenza di sangue ovunque e le “sorelle” dov’erano? Ovviamente a pregare, perché per prima cosa viene la preghiera e poi, forse, ma non si sa bene il perché farlo, la sicurezza dei bambini… se vi siete chiesti perché sono fortemente anti clericale e anti religione ora sapete il perché… a causa delle vacche chiamate suore…. Finite le elementari arrivano le medie e secondo voi meravigliosi lettori occasionali e non le cose sono cambiate?
Alle mie medie per mia solenne fortuna non avevo le vacche suore tra i piedi ma il bullismo non è cambiato, avevo due aguzzini, Vito Cavorsi e Claudio Piras (e si sono i loro veri nomi!) che si divertivano come pazzi a sbattermi la testa contro un muro, un muro qualsiasi, per non parlare dei vari pugni in pancia che ho beccato da questi due reietti buoni solo per pulire le fogne, mi hanno subissato di violenza dalla prima media fino alla terza, la violenza era quotidiana, anche perché i loro genitori o per meglio dire le due seghe non venute bene che hanno fatto sì che questi due individui (che spero che stiano marcendo in una galera!) non erano propriamente delle persone perbene, non erano dell’alta società ma della suburbia più totale e se anche spero che possano morire tra atroci agonie e tormenti sotto, sotto, li capisco, sono stati allevati da microcefali ed è normale che anche loro due lo siano, ma so che volete sapere cosa mi hanno fatto subire in quei tre anni, tralasciando le angherie, i furti, le loro infamate accusandomi di fumare in bagno, cosa che non facevo, facendo credere che io facevo parte della loro cricca nonostante che venissi picchiato quotidianamente da questi due microcefali, ma ovviamente la scuola media a chi ha creduto? Ovvio, a loro e hanno chiamato i miei genitori per farli credere che facevo parte di una sotto specie di gang, la cosa che ancora oggi mi lascia basito è che i miei genitori hanno creduto a quei professori che sinceramente parlando non li darei in mano neanche un foglio di carta bianco… e dopo tre anni di pestaggi quotidiani e angherie di ogni genere finalmente ho finito le medie (a calci in culo a dirla tutto…. Non ero uno studente modello!) e potevo tirare un sospiro di sollievo pensando che alle superiori le cose sarebbero cambiate…. Si, sto cazzo!
Diciamo tutto, il mio primo anno delle superiori (il fantomatico millenovecentonovantaquattro!) ho bigiato la maggior parte dei mesi, diciamo che alcuni non sapevano chi fossi, ero iscritto ma non c’andavo, bigiavo ma le poche volte che non bigiavo c’era uno studente tale Davide che si divertiva (assieme ad un altro studente che non ricordo il nome anche perché non m’interessa molto il sapere il nome!) come un pazzo a saltarmi a gambe chiuse sulle mia schiena in poche parole mi faceva colpi di wrestling sulla mia schiena, il brutto è che mi colpiva davvero e rimanere senza respiro per alcuni secondi dal dolore non è una bella esperienza, per mia fortuna dopo la prima bocciatura ho cambiato scuola e sono passato a ragioneria allo Zappa ma anche qui la solita storia non cambiava, anzi!
Per mia solenne fortuna (magari sarei morto per tutte le botte che ho preso!) allo Zappa ci sono rimasto relativamente poco, per iniziare il bullismo mi è ripiombato addosso perché avevo mollato una ragazza della mia classe e le sue solerte amiche avevano pensato bene di rendermi la vita un inferno, finito questo mi sono beccato le torture di tale Simon (nessuno sapevo il suo nome!), un tipo di colore che si scoloriva i capelli e che aveva il vizio di pestarmi per prendermi i soldi e le auricolari la sua fama è durata poco anche perché poi ho mollato la scuola e ho incominciato ad istruirmi da me, leggendo e ad allenare la mia mente con testi sempre più difficili ed ora alla bellezza di trentaquattro anni non so che dire difronte alla violenza di ragazzini che potrebbero essere i miei figli, ho subito il bullismo pesante e duro, il bullismo che mi ha fatto essere ciò che sono (con tutti i suoi contro e i pochi pro!) e spero (invano!) che nessuno subisca ciò che ho subito io, perché è difficile dirlo, è difficile dire che ho subito violenze da ragazzini che avevano la mia età. È difficile riprendersi senza avere un odio profondo e violento verso tutto e tutti, è difficile ma non impossibile, spero che la violenza brutale e pesante che ho subito non avvenga più, lo spero, ma le mie speranze, e lo so bene, sono vane!

  

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