lunedì 23 aprile 2012


-Una storia-


I secondi diventano minuti e il numero non cambia, sembra di stare qua dentro da secoli e il numero non cambia, scorrono tutte le altre lettere ma la mia no, aspetto, non c'è nessuno ma il mio fottutissimo numero non esce ancora, è fermo al ventiquattro e io ho il trentuno ma non ci sono sette persone, ci sono solo io e il mio numero non esce, si alza sparisce dalla visuale forse è andata in ufficio un attimo ma ora torna, “Ok oggi per me è finita” come? E io?
Esce e se ne va, ma ci sono altri mille sportelli, nessuno chiama la mia lettera, un extracomunitario mi sorpassa, deve rinnovare il suo cazzutissimo permesso di soggiorno e io? Io rimango seduto e invoco Anubi!
Chiamano un numero, non il mio, chiamano un numero che non c'entra nulla con questa ala dell'edificio, perché? Ci sono io chiamate me cazzo! Nulla da fare, chiamano altri numeri inutilmente, ci sono solo io e un nonno che deduco stazioni qui perché non ha nulla da fare, non ha neanche il numerino in mano, io aspetto, sto invocando ormai tutte le divinità dalla nascita del nostro pianeta fino ai giorni nostri ma nulla, dovrei fare un sacrificio per far sì che gli dei m'ascoltino? Aspetto!
Finalmente la mia lettera si muove, venticinque, minuti che se ne vanno, ventisei, si ferma si alza e va in quello che presumo sia il paradiso terrestre perché tutti ci vanno, passano i minuti, non si vede, ritorna, si siede, si mette comoda, si toglie un peletto invisibile dalla camicetta, guarda il visore del computer, s'accomoda meglio sulla sedia, chiama il ventisette, nulla, forse non ha capito che non c'è nessuno qua solo io, solamente e unicamente io porco cazzo, ma nulla, passano i minuti, ventotto, niente da fare, a breve avrò un esaurimento nervoso, lo sento avvicinarsi, ventinove, spero che lo capisca ma nulla, manca poco e finalmente me ne potrò andare da questo girone dell'inferno di dantesca memoria, trenta, mi alzo, sperando che chiami il mio numero e invece? Nulla si rialza va ancora un po' nel paradiso terrestre e io rimango come un pirla in piedi.
Ritorna, stessa scena, si sistema e i minuti passano, chiama il mio numero.
Salve!”
Salve”
Ricevuta di ritorno?”
Si!”
Ecco tenga, cinque euro!”
Prego e salve”
Bestemmio dentro di me e me ne vado! 

2 commenti:

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