mercoledì 5 luglio 2017

-La mia su Nine Stones di Samuel Spano-




-La mia su “Nine Stones” i primi due numeri!-

Sono un fu ragazzo fortunato, ho letto questi due volumi su internet e devo dirvi la verità, non ci riuscivo, scusami Samuel, davvero ti chiedo perdono ma se sto troppo tempo su uno schermo mi si sbarbella l’occhio (ovvero l’occhio si chiude e non vedo un cazzo!), attendevo la versione cartacea e l’editrice Cosmo ha colmato questo vuoto, il primo volume sono riuscito ad averlo tipo dopo un mese dall’uscita ma il secondo due giorni prima… ho goduto!
Conoscevo la storia, e ho fatto i complimenti in privata sede a Samuel per ciò che aveva fatto, la cosa che mi infastidisce molto sono i fan… i fan di questa storia lunga (sarà una trilogia e Samuel se non lavori tipo ventitré ore al giorno su questo progetto coraggioso… peste ti colga!) si sono fissati tutti sulla tematica centrale, ovvero l’omosessualità, a dirla tutta la tematica è già stata usata in letteratura, nel fumetto, nell'arte, nella musica, ok, in Italia è ancora un’inutile tabù, ma tant’è… ci voleva Samuel a creare un fumetto che parla di gay che amano il sesso violento?
Direi di si!
Ci voleva, le storie di gay e lesbiche pubblicate in Italia erano finte, stupide e a dir poco inutile perché non entravano dentro al sentimento vero e proprio, Enoch con Sprayliz non c’è riuscito, la Bonelli con Legs non c’è riuscito, sui fumetti gay si scadeva nel becero porno stampato male e fatto male!
Ma parliamo di Nine Stones!
La tematica di base non m’interessa, io guardo la storia e se i disegni sono legati al cento per cento alla storia quando scrivo di fumetti, ok, Samuel lo conosco da un po’ ed ero presente (e continuo a ricordarlo perché mi riempie di gioia!) quando Davide ha comprato un pop raffigurante Chtulu! Stavo dicendo, non ho scritto nulla su questa opera quando era solo in formato digitale (per ovvi problemi di lettura!), ho aspettato la versione cartacea anche perché sono un feticista della carta, lo letto, lo letto e riletto,  e devo dirlo, è un fumetto con i contro coglioni a mò di cartuccera, non ci sono evidenti buchi in sceneggiatura, è scritto bene, tocca una tematica importante ovvero la schizofrenia dilagante (non il mondo dei gay!) e la cosa mi ha toccato molto, il personaggio principale (se lo è visto che mancano ancora due capitoli alla fine della trilogia!) è totalmente pazzo e non è chiaro se è proprio lui che ama la violenza o la dolcezza e questa cosa da scrivere è difficile, renderla graficamente è ancora più difficile, ma molto, ma Samuel (e scusami se ti do del tu ma ti conosco da tanto…. Darti del Lei non mi suonerebbe bene!) c’è riuscito in modo molto poetico, Lui che vede un’ombra stronza e che cerca di contenerla ma non ci riesce e viene fuori l’altra faccia della moneta, ovvero la violenza e il masochismo totale… è una storia pesante ma che va letta perché finalmente una casa editrice coraggiosa ha deciso di stamparla!
I disegni!
Bisogna ancora parlare dei disegni di Samuel Spano nel 2017?
No dai davvero?

Ok… su P.C. non rendevano al massimo lo devo ammettere, o meglio i disegni singoli si, ma le tavole, almeno per me mi ubriacavano, ho letto la storia e il fumetto, ma arrivavo ad un certo punto che non riuscivo più a leggerlo e poi il cartaceo, sul cartaceo, secondo me Nine Stones rende molto ma molto di più… è bello, questi primi due albi sono perfetti, le copertine, i disegni, l’odore della carte… credo che questo fumetto è nato per essere una pietra miliare nel fumetto italiano, su molte cose, il disegno in primis che è meraviglioso ma Samuel lo sa come la penso dei suoi disegni, rimarrà nella storia del fumetto per la storia che collega disturbi mentali e omosessualità violenta e credo che sia la prima volta in Italia che un fumetto parli di questo, rimarrà nella storia per il fanatismo estremo dei fan (tra cui io ma non sono così folle, o almeno spero!)… un consiglio, semplice, compratevelo e tenetevelo in casa perché sono due dei pochi albi a fumetti italiani che meritano di stare in libreria e di leggerlo e rileggerlo! 

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