martedì 28 marzo 2017

-Il cuore della città... un fumetto che non lo è ma è molto ma molto altro-




-La mia su “Il cuore della città”-

Sono un cazzone!
Lo devo ammettere, mi do dei limiti (“Scrivi meno “La mia” che poi sembro un lecca culo di merda, limitati, non scrivere!) e poi mi dico sempre di no!
Sempre, ma quando una persona legge determinate cose non può stare zitto, la mia ultima “La mia” era dedicata al terzo capitolo di “Torture Garden” ma in questo caso non potevo non scriverci qualcosa era più forte di me, ho tralasciato lo scrivere almeno una decina di “La mia” su molti volumi e storie e racconti, che ho amato per non sembrare fazioso, che è una cosa che odio! Tanto!
E poi leggo, finalmente il secondo e terzo capitolo de “Il cuore della città”, avevo due possibilità, la prima sarebbe stata lo scrivere ai due autori (che conosco!) e farli i miei complimenti, la seconda è una “La mia”, ho optato per la seconda!
Partiamo dalla scrittura, la cosa che mi sta più a cuore visto e considerato che sono uno scrittore, Francesco, lo conosciuto mesi e mesi fa in una delirante via di Milano, lo devo ammettere è talmente alla mano e gentile che non mi sarei mai aspettato ciò che ha creato, una storia che a primo approccio può essere confusionale ma non lo è. È di una linearità da far paura, è di un Kafkiano da far paura, innanzi tutto ha più livelli di lettura, una prima lettura è confusionale, di un ragazzino che cerca di scrivere ma non ci riesce, ok, chi la pensa così non ha mai letto un libro che sia uno, la seconda è più profonda, il dolore di un ragazzo che vive in una città che non conosce (e che non vuole conoscere!) e si ritrova uno Tsunami di cose, pensieri, modi di fare e quant’altro che è troppo per lui e poi la terza (e qui si capisce quanto è Kafkiano Francesco ed è proprio per questo che lo adoro!), la parte Kafkiano, molto colta in tutti e tre i capitoli che creano questo affresco fisico (in parte!) e mentale (la gran parte!), questo terzo livello è il più interessante la fisicità è inutile, è una cosa da buttare via con l’umido, conta la mente, la mente pensante e ragionante di una persona che non si trova bene dove si trova, è un cazzo di trattato di psicologia, fin dalla prima pagina e per finire con l’ultima si legge le varie ansie che il personaggio cova, le metafore molto culturali (non ve lo dico, andate a leggervi il fumetto e poi passate in libreria!), molto ma molto fini, l’uso della fisicità, ovvero di ciò che il personaggio fisicamente fa mescolato con ciò che pensa è altamente Kafkiano e direi quasi Joyciano, lo devo ammettere, se non fosse stato un fumetto ma un racconto lo avrei letto comunque, perché qui si parla di letteratura alta, molto alta, ci sono riferimenti talmente colti (che non so se è voluto, ma credo di sì!) che la metà basta, non pensavo di dovermi mai inchinare davanti a nessuno ma lo devo fare a Francesco, è un grande, è uno scrittore che non ha due palle ma ne ha una cartuccera!
I disegni… si, disegni!
Ok, Giulio ha esattamente dieci anni in meno di me, per me è giovane e ha già fatto tanto sia per l’arte che per il fumetto, e questo glielo già detto in più occasioni, e la mia stima per lui non è mai scemata ma anzi è aumentata, ok, voglio fare un paragone ha quasi ventisette anni e Bill Sienkiewicz quando aveva la sua età come disegnava? E un certo Dave McKean come disegnava? Non voglio elogiarlo ma a mio modesto avviso (dopo aver letto questa opera d’arte sia visiva che intellettuale!), posso affermare che il mio tanto amato Giulio (ovvero la metà dei gemelli meraviglia, ma Marco sa che lo adoro e che mi fa alzare l’asticella ogni volta che scrive la lista della spesa!) è superiore a questi due maestri indiscussi, lo dico perché è molto giovane, molto e già disegna ops dipinge come le ultime opere di questi due mostri sacri, e se la matematica non è un concetto astratto, ovvero se due più due fa quattro, quando arriverà alla mia età, ovvero tra dieci anni che artista sarà?
Ve lo dico io!
Secondo me Giulio arriverà ad un punto tale che ormai arte, fumetto, letteratura, arte in modo generico sarà talmente un tutt’uno che sarà solo e semplicemente arte, Giulio è un genio, dipinge da Dio e i paragoni che ho fatto non sono a caso perché per me lui è di gran lunga molto meglio dei due mostri sacri… e voglio vedere chi mi dice l’inverso!


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