domenica 26 febbraio 2017

-1997-




-Sembra ieri ma non è più il 1997-

N.d.A.: Se potete leggete questo mio scritto con la colonna sonora del primo Trainspotting, please!

Aspettatevi uno scritto estremamente malinconico, no, fermi, fermi, fermi, non parlerò dei miei parenti o roba del passato che mi riguarda o che riguardo qualcuno dei miei famigliari, voglio parlare di un anno, ovvero il mio ultimo anno da minorenne e di un film, un grande film che ha segnato la mia generazione indelebilmente!
All’epoca non avevo ancora diciassette anni, non fumavo e non bevevo ma stavo cercando la mia direzione, stavo scrivendo da due anni buoni e mi rifacevo alla Beat Generation, scrivevo di base poesie per conquistare fanciulle (non ho mai conquistato una fanciulla con una mia poesia, giusto per dire!) e disegnavo cose astratte e assurde, in oltre avevo incominciato da poco la mia tetralogia dell’H.C.E., finito il primo romanzo e avevo incominciato il secondo, e andavo ancora a scuola, poi è apparso un trailer, dei ragazzi che appaiono dopo un passaggio di un treno, un trailer scarso, a dirla tutta, all’epoca ero curioso di ogni singola cosa (sono gli anni dove ho conosciuto John Woo, Tarantino Rodriquez e dove andavo una volta a settimana al cinema con colui che ora è un affermato attore!), il 97 è stato un anno fantastico, avevo già scritto il racconto che poi diventerà anni dopo “Dentro le fiamme”, stavo sperimentando con la mia scrittura prima di aver letto L’Ulisse di Joyce (sarà nel 98!).
All’epoca mi sentivo un vero intellettuale, a volte geniale a volte coglione, ma poi vado a vedere a sedici anni (all’epoca era vietato!) Trainspotting… il delirio, ero rosso in volto, andavo a vedere un film vietato (all’epoca non potevi entrare nei vari film vietati se non avevi diciotto anni!), lo visto, mi ha spalancato un mondo (per natale mio fratello mi ha regalato il romanzo edito dalla Guanda, che ho divorato in meno di un mese!), ho visto Trainspotting al cinema nove volte, andavo ogni domenica, lo assorbivo e lo rendevo mio, credo che dopo Strade Perdute (che ho visto solo a casa e non in una sala cinematografica!) è il film che ho visto più volte!
Ma Trainspotting è il film della m9ia generazione, non ci sono cazzi!
Siamo nel duemiladiciasette, sono passati vent’anni, due decenni, oggi ( 26/02/2017) vado a vedere il seguito, ovvero Trainspotting 2, tralascio il commento al film, ero in sala e l’età media era di trentaquattro/trentasette anni, ovvero coloro che erano andati a vederlo vent’anni prima, non c’erano giovani (a parte una stronza che ha sgranocchiato pop corn per tutto il film e che se avevo un lanciafiamme ora mi vedreste sul TG della sera!)!
Vedere il seguito di un film cult che ha segnato la mia generazione mi ha lasciato l’amaro in bocca, non per il film in sé che può piacere o non piacere, ma l’amaro è dovuto sul ricordarmi com'ero vent’anni fa, un coglione scemo di merda ma che aveva sedici anni e mancavano quattro mesi per i diciassette, vedere i personaggi imbolsititi e stanchi mi ha fatto pensare a cosa ho fatto io in questi vent’anni, tralasciando le varie storie distruttive e non, ho incominciato a fumare un anno dopo nel 98, sul bere un anno dopo, sul sesso un anno dopo o forse due dopo, ho avute storie, ho lasciato la scuola, ho studiato filosofia per conto mio coll’aiuto di mio padre, ho scritto cose memorabili, ho conosciuto persone meravigliose, ho subito un isolamento dovuto da terzi, mi sono autodistrutto e ho provato tre volte a farmi fuori ma ora dopo vent’anni mi guardo indietro e vedo che ora ho una ditta a mio nome ben avviata, ho due nipoti meravigliosi e una cognata ancora meglio, certo non ho una ragazza perché ho smesso di accontentarmi (come facevo all’epoca!), ho un avvocato, un fisioterapista, un commercialista e una gatta nera che mi fa ricordare quotidianamente quanto può essere bello il mondo, ho una sicurezza economica, ho conosciuto persone meravigliose e terribilmente fantastiche in questo ventennio, ho amici veri e fantastici, ho un Bro & una Sis che adoro, ho amiche meravigliose, ho amici ancora più meravigliosi, ho un blog che corre a mille all’ora (e sarò ricordato per un racconto inutile, giusto per dirlo!), ho avuto perdite pesanti, ho avuto molte cose e molte negazioni, ho avuto tanto, forse (a volte!) troppo, ho avuto ciò che ho seminato dal novantaquattro a oggi, ho riscoperto certi valori che pensavo persi!
E tutto questo grazie ad un film che principalmente parla di tipi che si bucano tutto il girono?
Non saprei, ma la scena finale del primo Trainspotting, quando Rent sceglie la vita è una scena fondamentale per la mia generazione, forse, e dico forse, se non ci fosse quella scena ora io non starei a scriverei, forse sarei cibo per vermi da un ventennio, forse o forse no, non saprei dirlo, davvero, posso rileggere cosa scrivevo all’epoca, potrei farlo, ma non lo faccio, sono passati vent’anni e mi sembra ora di pensare a ciò che mi aspetta il domani senza rinvangare i vari anni novanta, sono passati, e mi spiace che siano passati, anche perché non hanno lasciato nulla o quasi alle nuove generazioni…


2 commenti:

  1. Quel film ha segnato profondamente anche me. Il primo caso in cui un adattamento cinematografico risulta più incisivo del film stesso. Boyle è un fottuto genio

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  2. Quel film non è quel film ma è IL FILM... la nostra generazione ne è grata perché abbiamo il nostro film generazionale.... ;)

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