sabato 14 gennaio 2017

-Un volume illuminante-




-La mia su “Guna”-

Prima d’incominciare devo dire grazie a Sara (non colei con cui sto creando dentro le fiamme!) ma alla recensatrice (e non so se si scrive così!), ho letto la sua recensione con molto interesse, mi ha convinto e appena ho avuto l’occasione ho comprato questo volume!
Già la recensione mi aveva convinto ma essendo io una persona molto personale dovevo leggerlo, lo letto!
Di buddismo non so nulla, ma davvero nulla, ma questo volume mi ha fatto nascere la curiosità verso un mondo e una filosofia di vita che non conoscevo, è una rivisitazione della teoria dei dieci mondi presente nella filosofia Budhista Mahayana tibetana, di ho copiato dall’ultima pagina ma questa filosofia  orientale mi interessa, e sicuramente ne approfondirò!
Ok il volume!
Devo o meglio voglio parlare del volume!
Ci sono due cose che mi fanno amare questo volume, la prima è la scimmia, io personalmente amo le scimmie, tutte le scimmie anche perché le considero meglio degli esseri umani, ma poi perché vedo più umanità nelle scimmie che negli esseri umani stessi, la seconda è il disegno personalmente non conosco l’autore, la cosa mi spiace, non so se questo volume sia il volume della vita o no  ma è scritto e disegnato benissimo.
Vi devo confessare che sul buddismo so poco e niente, diciamo che conosco i dettami principali, il raggiungere in karma attraverso la meditazione e basta, questo volume mi ha aperto gli occhi su ciò che non sapevo, ed è una gran bella cosa, la mia ignoranza su certe cose non riesco a comprenderla, voglio sapere tutto, ok, devo tornare a parlare del volume, il volume è un vortice, un vortice positivo che ti fa pensare a tante cose, alla gioventù e alla morte, alla filosofia buddista, ti da qualcosa è un po’ come se uno sconosciuto domani viene da voi e vi da venti euro, così, e poi se ne va, ovviamente vi lascerebbe basiti e quant’altro… ecco il volume fa lo stesso, non vi da venti euro ma vi da qualcosa o meglio, un mezzo per comprendere una parte della difficoltosa filosofia buddista, ormai si sa che amo scrivere sulla scrittura come arte, come arte alta, ho elogiato (e lo faccio tutt’ora!) autori che mi hanno dato qualcosa, ecco Nigraz mi ha fato qualcosa, mi ha quasi riappacificato col mondo, quasi, la storia scorre via come un torrente di montagna, la si legge e la si rilegge, io lo riletta quattro volte e ogni volta mi dava qualcosa di diverso dalla precedente, e questo ci riescono in pochi, potrei contarli sulle dita di una mano di un monco!
Il disegno!
È italiano, di questo ne sono sicuro, ma come mai non disegna da disegnatore italiano?
Come mai non fa un volume con le solite sei vignette per pagine?
Ve lo dico io il perché! Perché è un grandioso e luminoso (ho usato questo termine non a caso!) disegnatore, Nigraz riesce in una pagina con un solo disegno e con una piccola dicitura a spiegare cosa si sta per  leggere, le sue tavole sono grandiosi, anzi GRANDIOSE, hanno qualcosa di magico, un qualcosa che rapisce, sarà il tratto o il colore, la china, non lo so, ma questo volume non è un fumetto, è qualcos’altro, è un volume filosofico sullo stare bene, ti fa cadere nella più totale disperazione (la scena del bulletto che picchia la scimmia mi ha fatto incazzare e molto!) ma poi ti porta in una luce karmica che la metà basta!

Non so se consigliare questo volume o no, davvero, a me ha fatto l’effetto di un aspirina quando si ha mal di testa, ovvero mi ha fatto bene, per il fumetto italiano questo volume è un po’ come la chemioterapia per chi ha un cancro, fa bene, fa veramente bene, è un volume da tenere in libreria, da rileggere ogni volta che ci si sente giù o quant’altro, da molto, intellettualmente parlando e non chiede nulla nella più totale filosofia buddista! 

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