martedì 8 novembre 2016

-Io sto con Nicolò Pellizzon-

Lo devo ammettere, ci sono cose che mi fanno incazzare come un cinghiale Ceceno (ebbene si i cinghiali Ceceni sono i cinghiali più incazzosi del mondo!), una tra queste è chi critica senza conoscere, davvero mi manda la mosca al naso!
Partiamo dall’inizio!
Domani (ovvero il nove novembre duemilasedici!) esce il nuovo Dylan Dog color Fest (una delle poche collane che attendo sempre con curiosità, anche perché negli ultimi numeri ha sfornato dei gioiellini mica da ridere!), domani, in alcuni luoghi sarà uscito oggi ma la data è DOMANI, due giorni fa (mi sembra e mi scuso per l’inesattezza!) sulla fan page di Dylan dog su facebook rendono pubblica una tavola (per chi non è avvezzo al mondo del fumetto, una tavola è una pagina, a volte sono più pagine ma in questo contesto preciso è una pagina!) di ciò che vedremo DOMANI!
In bonelli non vedono di buon occhio (secondo me!) gli autori completi (Enoch è un’eccezione!), ma raramente succede, in questo Color Fest (che esce DOMANI!) ci sarà una storia scritta, disegnata e colorata da  Nicolò Pellizzon, un autore relativamente poco conosciuto (e qui potrei fare nomi su nomi ma la lista sarebbe talmente lunga che la metà basta!), o almeno, io lo conosco poco, pochissimo, ma ciò che ho visto mi è piaciuto (e io di fumetti un po’ me ne intendo!), dov’è il problema quindi?
Nicolò Pellizzon ha un tratto molto particolare che si lega benissimo alle storie che scrive (riuscireste a leggere un numero di Tira & Molla disegnato da Alex Ross? Non credo!), ma da quando la fan page di Dylan Dog ha pubblicato questa tavola (l’albo esce DOMANI giusto per ricordarvelo!) è nato un putiferio e il povero Nicolò è stato sommerso da offese e da merda virtuale, il perché?
È semplice da dire, secondo i vari utenti tuttologhi che popolano il web, Nicolò avrebbe un tratto da Bambino non adatto per un albo “tradizionalista” come Dylan Dog, in poche parole è un po’ come se Altan disegnasse un numero intero di Dylan Dog!
Molte persone che stimo e apprezzo hanno preso subito le difese di Nicolò, ovviamente le prendo anche io, ma visto che ho le palle che fumano, voglio dire la mia!
Allora, primo, cari tuttologhi se la Bonelli e Recchioni hanno deciso di inserire una storia di Nicolò in un contenitore “alternativo” com’è il Color Fest non è che magari ne sanno un po’ più di voi di editoria e fumetti?
Secondo, cari tuttologhi delle mie palle e del mio cazzo, non eravate proprio voi che urlavate qualche mese fa ad un rinnovamento nelle testate della Bonelli (e questo lo chiedo anche io, ma se si vede un svecchiamento sono io il primo ad applaudire!)? Ed ora che c’è volete un Dylan Dog disegnato come un fumetto anni settanta? E la coerenza dov’è?
Terzo, la storia esce domani e quindi non potete averla letta, quindi se il tratto particolare (che può piacere o meno!) si lega perfettamente alla storia? Non c’avete pensato vero? E se poi la storia con quel particolare disegno vi piace anche? Cazzo non avete pensato neanche a quello!
Quarto, magari prima di giudicare, con il vostro ditino buono solo a scrivere su facebook, aspettate di leggere la storia e il contesto dell’albo contenitore?
Quinto, se non sbaglio voi tuttologhi delle mie palle, non avete criticato aspramente il Dylan Dog di Giulio Rincione? Asserendo dalla vostra cattedra da tuttologhi delle mie palle che “Il tuo Dylan è troppo malato, fa schifo!”? Alzare critiche su come disegna Giulio vuol dire che di disegno e di fumetto non capite una beneamata minchia di niente!
Chiudo qui perché se no bestemmio e non è bello, ma prima, voglio fare un piccolo appunto su ciò che ho pubblicato ieri sera riguardo a Sclavi (giusto per far capire ai vari tuttologhi delle mie palle che io sono un bel po’ diverso da loro!)!
Venerdì scorso ero nella mia fumetteria di fiducia nonché quasi seconda casa, c’era casino per il post Lucca e in questo casino estremo mi capita tra le mani uno specialino di Best Movie sui trent’anni di Dylan Dog, Recchioni intervista Sclavi, mi sono detto :”Potrebbe essere interessante!”, Recchioni alla terza o quarta pagina dello speciale chiede a Sclavi cosa ne pensa di Lynch, Sclavi risponde che dopo Twin Peaks Lynch è autocelebrativo, eh… mi sono incazzato, molto e il mio amico Ale mi ha visto, io non voglio fare polemiche inutili, anche perché a sentir uno dei massimi esperti di Lynch in Italia io sono un Lynchiano DOC, ho visto e letto ed esaminato tutto ciò che il buon vecchio Dio David ha prodotto in questi decenni, dai suoi dipinti ai suoi scritti, dai suoi cortometraggi ai suoi spot, credo di aver visto in pratica tutto ciò che ha prodotto Lynch (tranne il film sul concerto dei Duran Duran, ma rimedierò!), e posso affermarlo che Lynch è la persona più lontana dalla autocelebrazione e dal tiraggio che esiste al mondo, il problema fondamentale nei film di Lynch è che non ti serve un piatto bello e pronto ma ti da tutti gli ingredienti e il piatto lo deve creare lo spettatore, così è stato da Twin Peaks fino al suo ultimo film (tralasciando Cuore Selvaggio [che ha aperto le porte ai film alla Tarantino ma questo nessuno lo ricorda!] e Una storia Vera!) non è un regista lineare e si sa ma dire che è autocelebrativo no, cazzo, caro Sclavi questa volta hai scazzato di brutto, hai veramente pisciato fuori dal vaso, bastava una risposta semplice e lineare del tipo “dopo Twin Peaks non mi piacioni i suoi film”, lo avrei capito di più ma così no, poi mi scuso se ieri ho usato un atteggiamento un po’ aggressivo ma la cosa non mi andava giù, proprio per niente, e la faccenda per me si è aperta ieri e si è conclusa ieri!
Adesso finisco davvero!

Domani mattina quando scenderò in metrò comprerò il Color Fest e me lo leggerò con gusto, e anzi presterò più attenzione alla storia di Nicolò (scusa se ti do del tu, ma scrivere il tuo nome e cognome sempre è impegnativo, hai troppe doppie del cognome e io odio le doppie!) e magari la leggerò con un occhio più attento!         

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