sabato 10 maggio 2014

-Malacreanza un pensiero che forse è una recensione o forse no-

Non sono un critico e non voglio esserlo (anche perché non ho i mezzi per esserlo e me ne guardo bene dall’averli!), le poche critiche/recensioni che ho fatto in trentaquattro anni di vita (e venti di scrittura!) sono state per romanzi e libri che mi avevano colpito particolarmente (tre o quattro se non sbaglio, tralasciando il mio “lavoro” da commentatore e consigliere di romanzi erotici per un sito erotico!), l’altra sera ho guardato un film (anche se a mio modesto avviso catalogarlo come un semplice film è alquanto riduttivo!) che si chiama “Malacreanza”, devo dire fin da subito che a me personalmente i film italiani post metà anni ottanta non li apprezzo particolarmente (un caso raro è Zampaglione che considero l’erede perfetto e lucido di Fulci [l’ultimo vero e reale regista italiano secondo me!]!), non li apprezzo perché sono per la maggior parte monotematici, mafia, pseudo comici (che al confronto il Drive In era comicità di un certo spessore!) e filmetti pseudo romantici che seguono un modello di sceneggiatura trito e ritrito (una coppia, si mollano, si riprendono, si mollano ancora e alla fine si mettono insieme e vissero felici e contenti!) però il cinema serio o almeno un cinema che prova ad uscire da questi schemi esiste e Malacreanza e uno di questi.
Diciamo subito che Malacreanza non è un film canonico (e non solo per l’Italia ma per il mondo, mi ricorda molto i primi esperimenti di Lynch pre Eraserhead!) e più che un film è un’istallazione artistica ma anche etichettarlo con questo termine (che spiega tutto e non spiega nulla!) sarebbe riduttivo anche perché una storia dietro c’è ed è forte, forse è nascosta o poco visibile ma c’è, l’incipit è semplice quasi banale, una ragazza si risveglia in un luogo strano e cerca di capire che luogo è, punto, una storia semplice che si è già vista un milione di volte, ma allora perché questo film è diverso?
È diverso perché rispetto a molti altri film che trattano questo tema Malacreanza studia i sentimenti profondi del personaggio che appare sullo schermo, non è la storiella della bella ragazza impaurita perché si ritrova in un luogo misterioso ma è la storia di come attraverso li stati d’animo umani questa ragazza si rassegna alla sua nuova situazione (mandando a quel paese la linea aristotelica che in teoria ogni scrittore dovrebbe usare per far funzionare uno scritto!) e cerca di vivere e sopravvivere alla sua nuova situazione fino ad arrivare all’apice (che è il finale del film!) dove ormai rassegnata e senza farsi troppe domande filosofiche s’adagia mentalmente alla sua nuova situazione.
Filmicamente Malacreanza è vicino (lo sfiora in varie scene!) ad un Lynch più visionario e ad un Carmelo Bene (per quanto riguarda l’interpretazione [che in molti potrebbero considerare scabrosa!] dell’attrice!) anche se fare paragoni è del tutto inutile (lo fatto solamente per dare un quadro il più logico possibile!) anche perché un film come Malacreanza non lo mai visto (e di film ne ho visto molti anzi tantissimi!) e questo fatto mi ha lasciato basito, non m’aspettavo di vedere una potenza d’immagine di tale portata (anche se vederlo in DVD secondo me perde molto, dovrebbe essere trasmesso su uno schermo molto ampio per poterlo apprezzare al meglio!)!

Che dire per concludere? A parte che è non è un film per tutti? A parte che è un film molto complicato da capire? A parte che è un film da vedere assolutamente anche perché da un poderoso calcio nel sedere ai film stantii italiani? A parte tutto questo posso solo affermare che un film come Malacreanza è un film da vedere e per fortuna che lo hanno creato (come tutto ciò che è artistico va creato e non fatto!) sicuramente il cinema italiano ne trarrà vantaggio se la strada creata da Malacreanza verrà intrapresa!      

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