giovedì 13 aprile 2017

-Hirsli halda arxaya baxma-




-Hirsli halda arxaya baxma-

Tutto è incominciato un giorno preciso di un giorno preciso di un mese preciso di un anno preciso!
Il momento preciso dove tutto è andato in malora!
Un divorzio feroce!
La morte di mia sorella!
È morto anche il mio pesce rosso!
Vivere con mia madre, ero piccola, molto, non potevo capire, non ci riuscivo, mia madre… una troia!
Mia madre piange, per cosa?
PER COSA?
PER COSA?
Urlo bestemmie in bagno mentre mi trucco, lei urla, io urlo, lei mi accusa di non aver vissuto la sua vita e io l’accuso di avermi imprigionata in un egoismo per prendersi mio padre, chiunque sia, lei piange io no, io esco!
Si è suicidata con un mix di barbiturici e vodka, ed è per questo che la odio, la vodka, non mia madre!
Torno a casa, lei morta e sono sola, non ho nessuno!
Cosa fare?
Uscire!

SEI ANNI DOPO

Il sangue raggrumato sul braccio, la dose che non da più felicità, non da più niente, crollo, vomito roba verde e incorporea, mi rialzo, la testa è pesante, non so dove cazzo sono, pensare è difficile, crollo, mi rialzo, ho dei vestiti sporchi addosso, non so il perché, puzzo come una latrina intasata di merda di elefante, puzzo ma non sento, mi gratto le croste, si aprono come dei fiori in primavera e spargono sangue!

SETTE ANNI DOPO

I cani abbaino, abbaino forte, non mi lavo da mesi ma non voglio andare alla Caritas o in quelle associazioni tanto buone e brave, la mia canotta è lercia da fare schifo, non m’interessa, sono pulita o così dicono, i cani abbaino,  vogliono uscire, ma sono liberi, come lo ero io, libera da qualsiasi cosa!
Libera di scegliere ogni singola cosa della mia vita, ogni singola cosa, cazzo!

OTTO ANNI DOPO

Le luci!
L’intermittenza delle luci!
Il movimento!
Le luci!
Le luci!
Abbagliano quanto basta!
Abbagliano però!
Un tuono mescolato ad un fulmine!
Si ritorna a respirare e a vivere!
Luci!

NOVE ANNI DOPO

La sporcizia ormai fa parte di me e pensare che una volta ero una principessa, bella e profumata e ora con questi due pidocchiosi cani sono qui!
Non so neanche cosa dico, farfuglio qualcosa sulla povertà, sul mio malessere, m’invento di avere un miliardo di figli, che sono malata (e forse lo sono!), che ho tutto, allungo il mio braccio rachitico con la mano aperta, nessuno mi da nulla a parte un ragazzo con le cuffie e un sacco di sacchetti, sta leggendo, mi lascia sulla mano una banconota, mi guarda per un secondo negli occhi, mi sorride, ma non per scerno, mi sorride e basta, probabilmente è felice e vuole trasmettermi la sua felicità, forse no, forse si!

DIECI ANNI DOPO

Sono passati dieci anni, ora intaglio, intaglio il legno, è un lavoro faticoso ma da soddisfazioni che manco a raccontarle si possono spiegare, la mente si tiene occupata, ora mi faccio due docce al giorno, i capelli da grigio topo marcio sono ritornati al loro colore originale, biondo, sto mettendo peso visto che ero sottopeso di venti chili, ora sono in forma e intaglio praticamente tutto il giorno, non so cosa sia successo un anno fa, ma da quando quel tipo mi ha dato la banconota ho deciso di riprendermi la mia vita, sono uscita da ogni giro del cazzo, i miei due cani sono morti per malnutrizione, non mangiavo neanche io, sono una persona nuova, migliore, ma ho ancora tanto da fare, non tanto per rientrare nella società ma per rientrare in me stessa, in ciò che ero e che avevo perduto e che ora rivoglio con le unghie e i denti, voglio ritornare ad essere me stessa, non al cento ma al mille per cento, ed ora a malapena ricordo il perché ho cominciato!

UNDICI ANNI DOPO

C’è un cavalcavia, molto affollato, macchine su macchine lo percorrono tutto il giorno, è un cavalcavia molto trafficato sulla strada, sotto non si sa cosa succede ne ciò che può accadere, immersa in una pozzanghera di vari liquami c’è una ragazza di quasi trent’anni, è riversa nella pozzanghera, è in questa posizione da quindici giorni, il corpo si sta gonfiando e marcendo, nel braccio destro ha ancora una siringa impiantata in una vena, la faccia è livida e gonfia, il suo corpo ha già espulso ogni singola cosa organica del suo corpo, è riversa, sul viso non ha trucco ma ha una sotto specie di sorriso incollato sul viso, gli occhi sono bianchi, forse un cane o un topo gli ha mangiato l’orecchio sinistro, non c’è sangue ne altro, solo una bambola gonfia riversa in una pozzanghera, verrà ritrovata dopo un mese dalla sua morte soprattutto per l’odore, nessuna indagine, la solita tossica che esagera e muore, nessun fascicolo si è aperto, nessuno ha fatto indagini, la scientifica a dedotto l’ora della morte, per overdose, caso chiuso, nessuno reclamerà il corpo, nessuno vuole riconoscerlo, pratica chiusa, il corpo viene cremato e le ceneri vengono lasciate ad impolverare in qualche magazzino!
Ogni anno, un ragazzo lascia una rosa nel punto preciso in cui è morta, ogni anno, puntuale come la morte o le tasse, una rossa appare e nessuno la toglie finché non marcisce e muore…

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