sabato 15 ottobre 2016

-Sta a vedere che la Bonelli è entrata nel nuovo millennio-




-La mia su “Orfani: Juric numero uno”-


Lo devo ammettere, non avrei mai pensato di scrivere una “La mia” su un albo di Orfani, mi sono dovuto ricredere, oggi, quindici ottobre duemilasedici scriverò (o meglio sto scrivendo!) una “La mia” su un albo di una serie che non mi esalta!       
Devo dirvi la verità, Orfani non mi fa impazzire, la prima “stagione” era carina, la seconda era passabile e la terza, secondo me, si poteva scrivere in al massimo quattro, cinque albi a stare larghi, la saga principale si è presa una pausa e ora è uscito uno spin off dedicato alla cattiva per eccellenza della saga, la Juric (che tra le altre cose è il tipico personaggio che sta sulle palle da subito e quando è crepata mi sono detto “Finalmente”!), a parte il prologo e l’epilogo dell’albo, la storia è stata scritta da una delle due scrittrici che apprezzo molto (Barbara sai che per me sarai sempre la numero uno tra i numeri uno!), ovvero la Barbato (che dopo UT mi è scoppiato l’embolo per lei e ho letto anche i suoi romanzi che mette on-line e che vi consiglio!)!
Ok, la Barbato è una certezza, si sa che quando scrive il livello dell’albo sale molto, ma qui ha dato il massimo, in questo primo numero c’è tutto ciò che può dare fastidio al lettore medio, profughi, violenza, pedofilia accennata e meno, la cattiveria dei bambini (e qui si è superata, davvero, ha raggiunto in poche pagine l’immensità della psicologia infantile, i bambini sono cattivi e la Barbato lo mostra!), il potere corrotto, ciò che sono realmente determinate ONG, in un numero ha urlato una denuncia fortissima, estrema, ha reso umana e vulnerabile una stronza di primo grado qual è la Juric!
Adoro la Barbato perché sa fare il suo mestiere e lo sa fare molto bene, si vede che è una scrittrice e sa benissimo come dosare i vari colpi di scena o Cliffhanger che dir si voglia, sa scrivere, infatti quattro pagine della Barbato c’è più scritto che in tutti e trentasei numeri precedenti di Orfani, davvero, mi aspettavo il solito numero di Orfani che si legge al massimo in cinque minuti e invece è l’esatto opposto, la Barbato (scusami se uso questo termine brutto, ovvero usare un articolo prima del tuo cognome ma ahimè non ti conosco così bene per darti del tu!) ha dato una nuova linfa vitale ad una serie che per certi versi è terribilmente noiosa, quindi spero che continui a scrivere ogni singolo albo di Orfani, almeno si legge qualcosa di bello e di (strano a dirsi!) innovativo per la cara Bonelli!
I disegni…. De Angelis, un autore che amo da secoli ormai ma qui colorato (finalmente!) nel modo corretto esplode, da forma e spessore ad un albo grandioso, non saprei dire quale altro disegnatore poteva fare così tanto su una serie così particolare, De Angelis c’è riuscito alla grande, credo, anzi, sono fortemente convinto che nessun’altro disegnatore poteva dare così tanto ad una storia già bella di per se, e nonostante i vari anni che apprezzo e stimo alla follia De Angelis, riesce sempre a stupirmi, sempre, riesce in una vignetta a farmi rinnamorare del fumetto italiano!
La copertina…. Cristo santo, la copertina, tralasciando la storia e il disegno dell’albo per un momento, spendere soldi per un albo, in questo caso i soldi sono spesi benissimo, il maestro (scusa ma per me sei il maestro!) Mari rende questo albo perfetto, ha disegnato una copertina angosciosa e superba, a vedere l’albo esposto in edicola non si può non comprare, lo compri e godi solo per la copertina, poi si legge e si gode due volte!
Che dire altro? A parte che questo albo finalmente ha sdoganato la Bonelli dal suo torpore anni sessanta? Che dire che magari i vertici della Bonelli si sono accorti che ormai siamo nel 2016? Che dire che magari rimanere fissi su certe idee che andavano bene cinquant’anni fa ormai sono superate? Sta a vedere che dopo Dragonero (che è il migliore albo a fumetti italiano secondo me!) la Bonelli magari sta pensando che il media fumetto è altro? Stai a vedere che magari scrivere un “cazzo” non è un peccato? Magari mi sbaglio ma secondo me la Bonelli se vuole attirare i giovani o i non più giovani (quale io sono!) deve prendere la lezione che la Barbato ci ha regalato con questo albo, innovazione, il creare qualcosa di veramente nuovo e il puntare su disegnatori che valgono, il vecchiume ha rotto molto le palle, comprare un albo nel 2016 e ritrovarsi negli anni sessanta non è bello, anzi è alquanto disturbante, molto!

Un’ultima cosa, e poi la finisco di delirare su questa pagina di Word, se il futuro della Bonelli si basa su storie della Barbato, di Barbara e di altri sceneggiatori che spaccano e di disegnatori giovani e talentuosi, magari la Bonelli sarà veramente una vera rivoluzione nel panorama fumettistico italiano, lo spero, tanto!   

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