lunedì 21 gennaio 2013

(ciò che sto per scrivere è una cosa che non pensavo di fare più, ora mi spiego, è dalla primissima stesura di Pazzia-Sterile che non scrivevo di "getto" sul blog senza averlo scritto prima [su Pazzia-Sterile poi è stato il delirio perché alla mattina postavo sul blog (all'epoca Splinder!) per poi copiarlo su un file word, stamparlo, portarmelo a casa e riscriverlo, purtroppo la seconda stesura aveva dei buchi anche perché usavo a casa un computer già vecchio per l'epoca (se non sbaglio un windows 98 quando già c'era l'XP!), si insomma un delirio puro ed è anche per questo che di quel romanzo esistono tipo quindici stesure!] a casa o in ufficio per poi fare un bel coppia e incolla sul blog, ma oggi voglio sfidarmi e quindi ciò che seguirà sarà un post scritto completamente e totalmente di getto, non ho appunti o scritti vari a cui attingere quindi buona lettura meravigliosi e pazienti lettori occasionali e non ;)!)

Ci sono svariati personaggi strani nella mia zona (la famiglia obesa che si crede figa ma non lo è, il parcheggiatore partenopeo [lo so perché sul lunotto posteriore ha una sciarpa del Napoli!] che parcheggia dove cazzo vuole [tra cui in doppia fila, in curva, sulle strisce.... e canaglia di una canaglia se si prende una multa!], il cinese rissoso che una volta quasi ne prende una sporta da un tipo di colore che avrebbe fatto paura a Tyson e molti altri [parlare per l'ennesima volta dei miei vicini mi stufa quindi non lo farò!), ma uno in particolare ha colpito il mio cervello della domenica mattina (erano le otto e quindici e se vi state chiedendo il perché io ero fuori alle otto di mattina di domenica vi rispondo subito, ero semplicemente andato a comprare i giornali, so che potevo andare a prenderli dopo ma non ne avevo voglia!), l'osservatore, questo buffo signore osserva e basta, è sempre su uno dei due lati del marciapiede di una via (e vi piacerebbe sapere quale vero? E invece no, alla mia privacy ci tengo!) e osserva, cosa non lo so, ma lui a ogni ora del giorno e della notte te lo ritrovi lì in piedi (perennemente vestito di bianco o crema!) che guarda verso un orizzonte immaginario e non, forse aspetta qualcuno (sarebbe un bel tema portante per un racconto, un signore che ha perso un famigliare e tutti i giorni s'apposta su una via ad attendere il ritorno di questo famigliare che non tornerà più perché è morto ma lui continua a sperare, suona bene se non lo avessero già scritto!) o qualcosa,  forse non ha una beneamata minchia da fare e quindi invece di starsene rintanato a casa (il signore in questione è anziano [direi sui settant'anni o giù di lì!] e deduco che sia in pensione, se non lo è mi sorge spontanea una domanda... che lavoro fa?) scende in strada a guardare!
Domenica mattina (ovvero ieri!) stavo andando in edicola a comprare i giornali e me lo ritrovo davanti, si volta verso la mia parte e mi apostrofa così :"Duro il lavoro del cameriere eh?", ho accennato un sorriso tirato, non sapevo cosa e come rispondere, il fatto è che non so se me lo ha detto a me o a se stesso (visto e considerato che stava raccogliendo una bottiglia da un litro di birra [tipica bevanda del sabato sera dei Sud Americani che stazionano nella mia zona anche perché tra le viette semi oscure ci sono un fottio di locali che suonano la loro musica e che finita la serata si divertano (i sud americani non i locali!) a continuare la fiesta sotto le finestre della mia via!]!), me ne sono andato a fare ciò che volevo fare e al mio ritorno me lo ribecco sull'altro lato della via che osservava qualcosa, forse si era completamente dimenticato di me o forse io per lui non esisto ma esistono solo le sue osservazioni quotidiani e il suo "lavoro" da raccoglitore di bottiglie vuote... la prossima volta che lo vedo indagherò più approfonditamente, giuro!

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