giovedì 26 ottobre 2017

-Sulla poesia, un resoconto, forse… e una “La mia” su “E dentro luccica” di Giulia Fuso-




-Sulla poesia, un resoconto, forse… e una “La mia” su “E dentro luccica” di Giulia Fuso-


La poesia o meglio il linguaggio poetico è alquanto agonizzante!
Non bisogna girarci in giro, è vero, ormai la poesia è in un loculo al buio ed esce trashamente sui biglietti dei cioccolatini, perché?
Semplicemente perché a differenza di altre forme letterali, la poesia, intesa come tale, è ferma al palo da almeno una ventina d’anni, l’ultimo grande poeta mondiale è stato Zanzotto, un poeta inarrivabile, assoluto, un poeta che non scriveva poesie ma ti stuprava l’anima intellettuale da cima a fondo, Zanzotto è morto e per me la poesia che poteva dare qualcosa al lettore è agonizzante!
Agonizzante ma non morta, ho la fortuna di considerare mia amica una delle più grande poetesse dell’ultimo decennio (un attimo, è molto brava, molto, ma molto, ha uno stile suo e terribilmente innovativo ma è ancora “acerba”, secondo me dovrebbe scrivere sempre di getto anche perché ha una delle poche menti poetiche al mondo, le sue poesie sono pugni intellettuali, è un vulcano che erutta dentro al lettore, è una copula selvaggia e sudata, è poesia come deve essere il concetto stesso di poesia!) ovvero A.A. (non metto il tuo nome e cognome perché non ti ho chiesto se potevo metterlo e quindi metto solo le iniziali!), Lei è una poetessa perché riesce in modo eccezionale (cosa che io non riesco e devo dire la verità!) ad esprimere sentimenti primordiali ma farli sentire come nuovi, è un po’ come se ogni giorno noi lettori (fortunati a leggerla!) ci stupissimo sempre che ogni mattina sorge il sole, secondo me questa è poesia, poesia pura, la poesia dev’essere sanguigna, deve in poche righe esprimere un sentimento, una storia, un concetto, una lirica, un tutto, questa è poesia… un grande poeta o poetessa deve sempre e ribadisco sempre scrivere di se stesso/a… sarà il lettore poi a riconoscersi nei versi e se lo fa vuol dire che il poeta/poetessa è un/a grande!
Devo dirvelo, la mia “carriera” da  scrittore nasce proprio nella poesia, all’epoca, ventitré anni fa scribacchiavo poesie per conquistare le fanciulle… non ho mai rimorchiato nulla con le mie poesie (anche perché erano di una banalità e di una inutilitezza totale!), però mi accorgevo che sapevo scriverle, avevo il ritmo poetico nelle mie parole, sapevo scegliere bene le lettere e le parole, insomma, in ventitré anni ci sono persone a me care che mi domandano :”Ma perché non scrivi più poesie?”… giusto per dirne una, ho fatto piangere persone intellettualmente pesanti con le mie poesie!
Ok, dopo questa immensa pippa mentale nei miei confronti, mi sembra duopo scrivere qualcosa sull’ultima raccolta di poesie che ho letto, ovvero “E dentro luccica” di Giulia Fuso!
Giulia ha sicuramente un talento naturale per la poesia, lo ha, si sente, è vivo, pulsante, è una poetessa, però, e c’è sempre un però, Giulia non ha sangue!
Ora mi spiego!
Il concetto che sta alla base della poesia è : il far sentire emozioni estranee ai lettori! Le proprie emozioni che si provano, che fanno male o bene, che si vivono ad un perfetto estraneo, questa è poesia, Giulia in molte poesie della sua prima (credo che sia la sua prima!) raccolta c’è riuscita, ma sono poche le poesie che personalmente e intellettualmente mi hanno fatto vivere un’emozione forte, molte poesie sono ripetitive nel concetto mentale che voleva esprimere e a volte sono ripetitive, secondo me sarebbe stato meglio scrivere una lunghissima poesia (sto parlando della decina di poesie scritte per o contro il suo ex o il suo ragazzo!) dove buttava fuori tutto, vomitava tutto ciò che aveva dentro e finirla lì, spezzettare questo rimorso o sentimento che dir si voglia alla lunga è stucchevole e noioso!
Ribadisco… Giulia ha un talento formidabile ma è ancora informe, è tipo a due settimane dell’essere incinta, ci sono cellule su cellule ma non c’è una forma di base, non c’è una continuità poetica, ma a parte questo la sua prima raccolta di poesie mi è piaciuta e molto, mi ricorda un Hughes o uno Yeats, dove dalla normalità che si vive ogni giorno creavano poesie meravigliose, secondo me è questa la strada che dovrebbe percorrere, e dovrebbe farlo senza studiare molto sulle parole in se ma far uscire l’anima poetica che ha ed è forte e molto, secondo il mio modesto avviso (visto che commentare o “fare una recensione” su una raccolta di poesie è la cosa più inutile e senza senso da fare visto che la mia sensibilità poetica non è la stessa sensibilità poetica di un’altra persona!) Giulia dovrebbe incanalare il piccolo (le piccole cose che succedono quotidianamente!) per farlo diventare un qualcosa di grandioso…
 



Nessun commento:

Posta un commento

-132-

E si è quasi in inverno, la centotrentaduesima puntata della Cimice, buona lettura! Di Maio (o che per lui!) sfida Renzi in un faccia a ...