domenica 30 novembre 2014

-Nekaltas-

-Trilogia Kafkiana II-

“Nekaltas”


Da ciò che so succede sempre dopo la cena, mai prima e a volte dopo ma mai prima, quando una famiglia sta incominciando a digerire e a pensare a come finire quel giorno è in quel momento di puro relax dopo una giornata pesante al lavoro che arrivano le lunghe mani della giustizia.
Un tipo se ne sta lì calmo e tranquillo e la giustizia arriva sotto l’aspetto di poliziotti o carabinieri, ti sfondano la porta, non dicono nulla, urlano ordini e basta e in men che non si dica sei ammanettato e portato fuori con flash e urla di persone che fino a ieri erano i tuoi vicini, ti sputano e t’offendono per qualcosa che non si sa ma si è appena stati etichettati come dei mostri, un moderno babau, l’uomo nero delle ninne nanne il nemico della società bene che finalmente è stato neutralizzato; ti caricano in macchina con un eccesso di zelo, la testa viene abbassata per entrare meglio anche ammanettato, nessuno ti dice niente.
Una corsa di pochi minuti con le sirene spiegate e poi incomincia ciò che per molti è storia già vissuta, le impronte, le foto, il questionario banale con le generalità e poi pum, si finisce in una gabbia con altre persone che stranamente hanno la tua stessa espressione di coloro che non sanno bene perché sono lì e sono solo le undici di sera.
Il carcere preventivo lo chiamano, nel mondo viene usato solamente per i detenuti che possono scappare o che possono attuare atti violenti (lo scoperto anni dopi!) nel nostro paese non è così, la mattina successiva dopo una notte in carcere vedo una persona che dice d’essere il mio avvocato (d’ufficio s’intende visto che non ho mai avuto un avvocato!), per minuti mi sciorina termini d’avvocati e di leggi, minuti che sembrano ore e non risponde a una mia semplice domanda :”Di cosa sono accusato?”, c’arriveremo a quello, è un suo mantra credo, dopo mezzora di pistolotto di leggi e leggine mi comunica che sono accusato di pedofilia e d’omicidio di un bambino, un omicidio attuato a tremila chilometri da dove abito, ci sono testimoni, ricerche a tappetto il D.N.A. conferma che io tre anni fa dopo aver ampiamente abusato sessualmente di un bambino l’ho ucciso senza pietà per poi sotterrare il corpicino senza vita sotto un albero, ho gli occhi fuori dalle orbite, la mascella si muove convulsamente, non capisco più nulla ho un black out (poi mi diranno che sono svenuto per lo shock!), mi risveglio in cella, non riesco a capire il perché e il percome.
Non posso vedere nessuno nei primi mesi di detenzione, ne la mia famiglia ne i miei amici (se ne ho ancora!), solamente il mio avvocato che sono stato costretto a cambiare perché quello che mi avevano assegnato non era in grado di portare avanti un processo così complesso, sono solo e la stampa mi viene addosso, mi ha già etichettato, sono il mostro che si merita di morire tra atroci agonie e tormenti, la sentenza è già stata scritta  e io sono colpevole e ancora non capisco perché tutto questo è successo a me.
I mesi passano e sono ancora in carcere, il carcere preventivo, sono pericoloso e posso sempre scappare al estero, peccato che mi abbiano bloccato i conti e tutto il resto, dopo quattro mesi di carcere vedo mia moglie, non mi crede, nessuno mi crede e non verrà al processo e non testimonierà a mio favore, anche se il giorno del delitto ero con lei, ma il dubbio si è insinuato in lei e ai suoi occhi sono il mostro, dopo una settimana mi arriva la richiesta di divorzio.
Sono in isolamento a causa del mio “reato” non posso stare con li altri detenuti per la mia incolumità, il mio avvocato ha trovato tutte le prove che mi scagionano ma i tempi della giustizia sono lunghi e il processo non si è ancora fatto, è quasi un anno che sono in carcere per un reato che non ho commesso, sono in carcere per non scappare e per proteggermi, dicono, il giudice che si è preso sulle spalle la mia storia è in vacanza, si dice alle Maldive, io le ultime vacanze le ho fatto tre anni fa, in spagna , quando ero ancora un essere umano e avevo ancora una famiglia, ora sono solo un detenuto in isolamento per la mia incolumità.
Festeggio il terzo anno di carcere e proprio per questo anniversario che il giudice ha deciso di dare il via al mio processo, di primo grado, la mia città rappresentata dal comune si è costituita parte civile contro di me, in aula sfilano i miei ex vicini che dichiarano che nonostante non abbiano mai avuto problemi con me non li convincevo del tutto, ero sempre sulle mie e non partecipavo alla colletta del regalo di Natale per il custode, dopo i miei vicini sfilano vari scienziati che affermano senza ombra di dubbio che il D.N.A. ritrovato sul corpo della vittima è il mio, peccato che nessuno me lo ha mai prelevato il D.N.A. (il mio avvocato batte su questo tasto!), sfila di tutto, addirittura hanno chiamato il mio ex macellaio a testimoniare solo per far vedere al giudice che amo la carne e quindi sono un potenziale pedofilo omicida, il primo giorno del processo si conclude così, con tutto e tutti contro di me, il secondo giorno tocca alla difesa e nonostante i vari testimoni a mio favore il giudice non è convinto e vuole aspettare una settimana per esprimere un giudizio.
Colpevole, mi hanno giudicato colpevole, la pena massima, l’ergastolo e il giudice si è autocompiaciuto per aver tolto dalla vita civile un pericolo come me, a nulla sono serviti i testimoni a mio favore, a nulla è servito le prove a mio favore, il giudice sapeva fin da prima dell’apertura del processo che io dovevo essere colpevole voleva la pubblicità per il giudice che ha beccato un pericoloso pedofilo omicida, la stampa ci va a nozze, viene subito eletto uomo dell’anno, interviste su giornali e televisioni si sprecano ed io rimango in carcere con un’accusa pesante sul groppone, il mio avvocato cerca di tranquillizzarmi, c’è sempre il secondo grado che potrebbe ribaltare il verdetto, lui ci crede.
Ancora quattro anni tra le mura di cemento della mia cella, sempre in isolamento, sto perdendo peso, i secondini si divertono a “sporcarmi” il mangiare, mi svegliano sempre due ore prima dell’ora della sveglia, ridono e mi sputano addosso i giorni passano tutti uguali  e diventano prima mesi e poi anni e dopo sei anni che sono incarcerato arriva il processo di secondo grado che dopo quattro mesi mi reputa innocente, sono innocente, non ho mai commesso il fatto, al epoca non ero fisicamente sul luogo del delitto, il D.N.A. non era il mio, la scientifica si è sbagliata, sono innocente ma non è una vittoria, l’accusa ha fatto ricorso e io devo rimanere in carcere, nonostante che un giudice mi ha reputato innocente, rimango in carcere con appiccicato addosso una colpa non mia, un’infamia che non mi merito e mia moglie ormai ex moglie si è risposata e non potrò più vedere mio figlio, sempre perché potrei farli del male, sono solo in una cella.
L’ultimo atto di questa farsa si compie a quattordici anni dalla mia “entrata” in carcere, se il giudice preposto mi troverà innocente sarò libero ma nonostante la speranza vivace del mio avvocato non sono molto propenso a pensare positivo, ho perso venti chili in questi anni, ogni gesto “normale” che compivo quando ero fuori è un fievole ricordo nascosto tra le pieghe del mio cervello, non so più come si vive fuori, esiste solo il carcere. Le angherie dei secondini, le offese degli altri detenuti, i quattordici anni della mia vita che mi sono stati sottratti con la forza, i miei affetti e le persone a cui volevo bene sono spariti, sciolti, dissolti come neve al sole, sono solo contro tutto e tutti ma soprattutto contro l’opinione pubblica che mi etichetterà sempre come un mostro assetato di sangue pronto a stuprare i loro figli, sono un essere umano che non è più un essere umano; arriva la sentenza, sono completamente innocente, non ci saranno più processi, sono un uomo libero, il giudice ha dichiarato che mi spetta un risarcimento per tutti li anni che ho passato in carcere, l’accusa si scusa con me in aula, la difesa gioisce felice per la buona riuscita del processo, sono un uomo libero.
Sono solo in un appartamento preso in affitto in un paese dove nessuno sa chi sono o cosa ho passato, il mio avvocato mi ha detto che qui posso rifarmi una vita, ritornare a vivere, sono un uomo nuovo secondo lui e i quattordici anni che ho perso? Nessuno mi dice niente, la stampa ha pubblicato a pagina trenta due righe sulla mia innocenza dopo mesi e mesi di prime pagine dove mi disegnavano come un mostro sanguinario, ma la colpa è mia che non lo sono, non loro che hanno buttato in prima pagina il mostro, loro facevano il loro lavoro, non bisogna farne una colpa  a loro ma a me e basta, sono io che li ho rovinato il lavoro mica loro, non ho più sentito mia moglie ne mio figlio che mi manca da morire, dopo tre mesi dal udienza anche il mio avvocato si è dimenticato di me, avrà altre cause di cui occuparsi, sono solo, in un appartamento pagato dallo stato che mi ha incarcerato per quattordici anni, ho un nuovo lavoro, si può dire che ho una nuova vita… la corda stretta attorno al collo dice l’inverso…      

giovedì 27 novembre 2014

-Primo capitolo-

-E si ascolta fuoco e fiamme- Arti che volano come tetti di fattorie del Kansas dopo un tornando in pieno stile Mago di Oz, sangue e viscere che costellano pavimenti e pareti come moderne opere d'arte, un uomo solo rimane, terrorizzato e tremante, la vendetta pensa il carnefice, solo la vendetta, angherie e odii vari si fondono insieme in un vortice d'estrema e incoerente violenza, sorride quasi soddisfatto, ne manca uno pensa solo uno e poi tutto sarà finito, ogni rottura di cazzo ha una soluzione, l'unica che li viene in mente, implora con le lacrime agli occhi il terrore è dipinto sul suo volto e nelle sue mutande, non vuole finire così come un maiale al macello, ha altri piani nella vita, farsi una famiglia, una casa con la staccionata biancamente perfetta, uno stuolo di bambini, un cane che abbaia felice magari, una moglie fedele e ovviamente casalinga pronta a soddisfare ogni suo singolo capriccio e che non rompa troppo le palle e se lo fa basta una parola e tutto rientra nei logici binari, non chiedeva altro e invece tutto sta per finire in un veloce attimo di pura, semplice e sanguinosa vendetta, basta poco, un attimo soltanto e il suo acerrimo nemico finirà di vivere nello stesso modo che ha vissuto da perfetto e lucido stronzo, si metterebbe a ridere se avesse ancora un minimo di sentimento dentro di se e invece non ride, non prova nulla il vuoto siderale al suo confronto è un magazzino pieno fino a scoppiare, si fissano per un secondo e poi tutto finisce, ogni singolo atomo si ferma per un'eternità, la degna fine di tutto ciò che è successo e che non succederà più, è bastato un secondo, l'ultimo secondo per l'ultimo degli stronzi...
BEEP BEEP BEEP una canzone rock anni ottanta invade tutto lo spazio abitativo. 

venerdì 7 novembre 2014

-Sex or not sex-

Una volta c'era la leggenda del sesso forte e del sesso debole, leggenda che si fondava su ipotetiche superiorità (chi ha il pene è forte chi non lo ha è debole!), tralasciando i molteplici esempi del passato (dalla scrittura alla politica passando per tutto ciò che concerne il mondo!) è ora di finirla nell'etichettare i vari sessi anche perché ormai si sono invertiti; non sono più le donne ad essere il sesso debole è una solenne cazzata!
Ho sempre sostenuto la superiorità delle donne rispetto agli uomini (ho scritto secoli e secoli fa una mia speranza per il futuro che vede noi maschietti rinchiusi in enormi recinti e usati solamente per riprocreare e basta!) e la sostengo tutt'ora, anche perché ho alla base della mia affermazioni delle solide basi culturali e sociologiche; inanzi tutto le donne in media vivono dieci anni di più degli uomini (e ciò significa che biologicamente le donne sono più robuste degli uomini!) e sempre in media per ogni bambino maschio che nasce ne nascono tre femmine (sarà un caso? Non credo proprio!), questo vorrà dir pur qualcosa, a parte che la natura ha deciso all'alba dei tempi che le donne sopravviveranno agli uomini, è un dato di fatto, una certezza matematica (basti pensare a quanti vedovi ci sono e a quante vedove ci sono!)!
Per secoli e secoli le donne sono sempre state relegate a figura di contorno, messe all'ombra da figure maschili dominanti (i così chiamati maschi Alfa che poi tanto alfa non sono!) ma questo non ha indotto a far vedere chi è più importante in un rapporto di coppia, basti prendere una tipica coppia di qualche decennio fa, la moglie prima di sposarsi aveva un lavoro che doveva lasciare per accudire (un termine che odio tantissimo sappiatelo!) al focolaio domestico e ciò comportava: tenere in ordine la casa, fare la spesa, partorire un esercito di bambini, accudire l'esercito di bambini, fare il proprio dovere “coniugale” e tutto questo in ventiquattro ore in una giornata (che poi si riducono perché si dorme!), le mogli erano le prime a svegliarsi e le ultime ad andare a dormire con tutto il carico che avevano sulle spalle, e il marito? Semplicemente il marito si trovava tutto bello e pronto e andava a lavorare, punto, facendo due conti chi è che lavorava di più tra l'uomo e la donna? Esatto la donna (un'altro esempio a me “caro” sono le madri delle vittime degli anni di piombo, loro tenevano dritto e combattevano come delle leonesse furiose i padri finivano tutti male, chi suicidati, chi alcolizzati.... in poche parole chi aveva le palle erano le madri non i padri!) e questo fino a qualche decennio fa ma ora?
Ora le cose sono diverse (un po non del tutto ahimè!), le donne dopo il sessantotto (anche se storicamente parlando le vittorie del femminismo del sessantotto sono poche o nulla, l'aborto e il divorzio e basta, la parità, o meglio la reale parità non c'è ancora e dubito che ci sarà per molto tempo, infatti, li stipendi delle donne in media sono inferiori a quelli degli uomini!) hanno capito che il potere era a portata di mano, un potere molto esiguo ma sempre di potere si parla, c'è stata un'evoluzione importante, certi lavori che potevano farli solo gli uomini ora li possono fare anche le donne (sempre se lo vogliono!) ed è proprio dopo il sessantotto che il famigerato sesso forte si è incrinato per poi distruggersi definitivamente negli ultimi dieci anni, ora nel duemilaquattordici il sesso forte (e lo dico senza che nessuno possa smentirmi in alcun modo!) è la donna!
Dico questo guardandomi in giro, osservando bene i vari atteggiamenti dei maschietti e delle donne, di media i maschietti sono per la maggior parte dei cerebrolesi che sarebbero pronti a fare qualsiasi cosa per una fanciulla (basti pensare al caso di cronaca di Erica e Omar!), sono pronti a farselo buttare dove non batte il sole solo per un sorriso (e qui ritorniamo alla mia speranza dei recinti!) e va benissimo così, però è c'è sempre un però i nuovi maschietti (che a sentir loro sono tutti maschi alfa che riescono a scavare tunnel con il loro cazzo e che poi alla prova dei fatti sono babbei!) non riescono minimamente ad imporsi, sono “succubi” (e non è che la cosa sia un male intendiamoci!) e la cosa a lungo andare non va bene, ora mi spiego meglio!
Una donna a lungo andare si stuferà nell'avere uno zerbino senza spina dorsale e andrà in nuovi lidi che di solito sono sempre l'inverso degli zerbini, non sto dicendo che il maschio deve per forza fare a gara con le scimmie per avere una fanciulla (e mi scuso con le scimmie che sono animali meravigliosi e noi esseri umani [a mio modestissimo avviso!] dovremmo imparare da loro!) ma per lo meno essere meno zerbino ma ahimè il maschio moderno non ci riesce e rimane con il rancore nella mente per essersi accorto d'essere uno zerbino ed è proprio questo rancore inutile (dico zerbino ma potrei dire anche una separazione o quant'altro!) che porta i maschi a fare ciò che ogni essere umano sano di mente non farebbe, esatto, commettere crimini contro le donne (e qui a dirla tutta un po' di colpe le hanno anche le donne, che è una cosa che non capirò mai e poi mai è come fanno certe donne a stare con certi maschi che le picchiano o quant'altro, e non mi tirate fuori care lettrici la palla che quello “è un modo d'amare un po' diverso”, un po' diverso un cazzo, quello è tutto fuorché amore, se vi picchia voi semplicemente li attaccate il loro ammennicolo alla pancia con il Bostik e risolverete il problema alla base!) che reputo atti a dir poco vomitevoli, perché questi reati vengono sempre coperti dai maschietti come “Non ho fatto niente, è caduta dalle scale”, “S'è le cercate”, “Le ha volute perché la femmina deve stare al suo posto”, “E' mia moglie e non sono cazzi vostri” e quant'altro, ora potrò sembrare estremista (non dico di no!) ma per certa gentaglia ci può essere solo la gogna (e non mediatica ma fisica!) in una piazza pubblica e tutti le persone che lo vedono devono per leggere tirarli un calcio e così per tutta la sua vita, così magari impara qualcosina (ne dubito fortemente ma almeno ci spero!)!    

giovedì 30 ottobre 2014

-Trilogia Kafkiana 1-

-Trilogia Kafkiana I-

“I° grado”


Non era mai stato sanissimo, da piccolo aveva sempre la febbre e si era fatto tutte le malattie degli infanti, nessuno esclusa ( varicella, morbillo, rosolia, scarlattina, esantema streptococcico, eritema infettivo, esantema critico, parotite, paronichia, onfalite, mughetto, giardiasi, ossiuriasi, rinofaringite, faringotonsilite, laringite, epiglottite, sinusite, bronchiolite, polmonite), ora che era diventato adulto il suo aspetto non era dei migliori, il pallore quasi cadaverico non aiutava tanto meno il suo abituali vestiario che tendeva sempre e solamente verso il grigio o al massimo a colori estremamente spenti,  ma una nuova e imbarazzante malattia lo aveva colpito.
Era da due anni che soffriva di meteorismo, aveva provato tutte le cure del mondo ma non ci fu niente da fare, li capitava d’emettere gas quando era in uno stato di completo relax e per questo fatto conduceva una vita (fuori da casa sua!) in un perenne stato d’ansia, doveva controllarsi perennemente, quella mattina quando uscì da casa si sentiva stranamente calmo e tranquillo come non capitava da un bel po' di tempo, si era svegliato presto e la solita tosse non lo aveva colpito, certo il perenne mal di testa c'era sempre ma ormai era abituato alle solite fitte che partivano dalle tempie e finivo sulla nuca, si può quasi dire che era felice (cosa rara in lui visto e considerato che la felicità non sapeva neanche dov'era di casa!) e sempre felice andò a prendere il solito autobus che prendeva tutti i giorni alla stessa identica ora.

Era alquanto faticoso vivere con i vari sussidi dello stato, era per lui un lavoro a tempo pieno come il “lavoro” che espletava per arrotondare i dieci e passa sussidi, da quello di disoccupazione fino ad arrivare alla pensione d'invalidità ottenuto grazie ad un incidente sul lavoro che li costò l'amputazione dell'unghia del dito medio della mano destra, s'arrangiava come poteva con il fiume quasi interrotto di assegni a suo nome.
Non aveva mai lavorato un granché in vita sua, l'unico lavoro che era riuscito ad ottenere era quello che aveva lasciato subito a causa del “gravissimo” incidente da quel momento (ed era il primo lavoro!) non aveva più lavorato un secondo in vita sua e poi c'erano sempre i parenti che lo aiutavano (dopo le varie manfrine degne di una tragedia greca a causa dell'unghia mancante!) con quello che potevano, li piaceva molto la sua vita da scansafatiche nullafacente e ogni mattina che si svegliava (stranamente presto!) sperava di arrotondare sempre più le sue entrate e quella mattina non faceva eccezioni, dopo il secondo caffè corretto della mattina (durante tutto l'arco della giornata i caffè sarebbero stati una decina e tutti, ovviamente, corretti!) s'incamminò verso la fermata del autobus, il mezzo preferito per arrotondare.

Successe tutto in un'attimo, non s'accorse che il suo problema di salute si era espresso in quel fragoroso modo, l'enorme differenza fu che il suo problema era finito addosso a un signore malamente vestito che s'infuriò non poco.
“Come si permette!”
“Mi scusi ma sa io ho...”
“Non m'interessa un cazzo adesso m'arrabbio... scenda subito che facciamo quattro chiacchiere!”
“Mi spiace davvero tantissimo ma non posso scendere devo andare al lavoro!”
“Non me ne frega un cazzo dammi subito i dati lurido bastardo... avete visto tutti cosa ha fatto questo schifoso... mi ha scoreggiato addosso come se fossi un cesso, ma non la passerà liscia, a me che sono invalido come si permette?”
“Scusi ma vede ho un problema di salute!”
“Non mi interessa io la denunzio come vero che Padre Pio è santo!”

Dieci anni dopo

“Vogliamo per favore arrivare ad un accordo? Sono dieci anni che questa pratica è sul mio tavolo....”
“Sua generosa grazia io sono stato offeso da questo individuo qua presente e voglio giustizia!”
“Signor. Avetrano per favore, abbiamo appurato con fior fior d'esperti che il Signor. Giudicotti soffre di meteorismo da anni, è stato conclamato e non può farci nulla possiamo dire che lei Signor. Avetrano si è trovato nel luogo sbagliato nel momento sbagliato, mi sembra alquanto controproducente continuare questa causa!”
“Mi scusi sua eccellenza ma allora la giustizia dov'è? Se permettiamo a tutti di espletaro i propri bisogni corporalo addosso a innocenti cittadini dove andremo a finire?”
“Deduco che lei non voglia patteggiare ma continuare questa inutile causa o sbaglio?”
“Non sbaglia sua eccellenza, finché giustizia non sarà fatta io continuerò!”

Trent'anni dopo

“Siamo qui riuniti per la causa Avetrano contro Giudicotti, il Signor. Avetrana chiede un risarcimento di euro trentamila per l'offesa recata dal Signor. Giudicotti a di lui persona, sono presenti gli avvocati delle due parti sono presenti!”
“Signor Giudice il mio assistito il Signor. Giudicotti non è presente poiché è deceduto due anni fa a causa di un malore e non avendo eredi la causa in questione a mio modesto avviso può essere chiusa!”
“Il mio assistito Signor. Avetrano dopo un lungo e proficuo colloquio con me medesimo ha deciso di non rinunciare alla causa asserendo, e cito testualmente :”Non m'interessa un cazzo avrà una casa quel sorcio scoreggione che la vendino voglio ciò che m'ispetta!”, quindi come deciso dal mio assistito dobbiamo continuare questa pratica giudiziaria!”
“Mi scusi Signor. Giudice ma come fa il mio Assistito a pagare se è deceduto? La casa dove abitava era in affitto e non possedeva beni mobili e immobili, è impossibile che il mio assistito possa pagare alcunché!”
“Ho sentito fin troppo e che venga messo a verbale, considero personalmente questa causa che va avanti ormai da trent'anni un'inutile perdita di tempo e di danaro sia pubblico che privato, e considerò altresì che il Signor. Avetrano sia un furbo che vive sulle spalle del nostro stato e che nulla possa chiedere in nessuna forma quindi delibero che il Signor. Giudicotti, in questo caso il suo avvocato poiché il Signore in questione è deceduto due anni fa, non debba alcunché al Signor Avetrano e anzi sarà il Signor. Avetrano a pagare tutte, nella sua completezza, le spese sia processuali sia le parcelle degli avvocati e concludo dichiarando che mai e poi mai ho visto tanto accanimento da parte di un Signor. Contro un povero malato e spero che il Signor. Avetrano non mi compaia più davanti, se così fosse verrà accusato di offesa verso la corte e verso lo stato, così ho deciso l'udienza è tolta!” 
  


martedì 14 ottobre 2014

-Il gregge-

-Il gregge-


Un bel po' di tempo usavo nei miei “Suicidi del sistema” il termine massa/popolo che stava ad indicare la moltitudine tutta uguale che girovagava a mò di zombies in giro per le città, un bel po' di tempo fa avevo una minima speranza ottimistica, questa speranza ora come ora non c'è più, la massa/popolo ormai si è trasformata in un gregge (e mi scusino le v arie pecore che non ho nulla contro di loro, anzi, ma il termine che sta ad indicare un conglomerato di ovini s'addice assai bene a ciò che si sta vivendo in questi ultimi anni!)pulsante d'imbecillità incalcolabile, come i dottori con lauree a centodieci e lode in economia e commercio che non sanno il significato di “Settimane retribuite”, le cose sono due o non sanno cosa significa settimane o non sanno il significato del termine retribuito, ma loro sono dottoroni che fanno muovere i soldoni che contano poi se uno guarda bene in profondità hanno la conoscenza di un lombrico schiacciato sotto le ruote di un TIR; gentaglia ignorante come poche che per darsi un tono usano parole che non sanno cosa vogliono dire e alternano parole sgrammaticate e sporcate con dialetti incomprensibili con paroloni alti e altisonanti e lo fanno solamente per sembrare più intelligenti che poi a veder bene e a parlarci un secondo si capisce subito la loro pochezza sia culturalmente sia come persone.
Il gregge cresce cresce a ogni secondo, ed è sempre più immensamente grosso, padri di famiglia (se di famiglia si può parlare!) che sperperano stipendi su stipendi con la chimera di fare il botto e svoltare con la propria vita giocando ai gratti e vinci e poi si ritrovano con le pezze al culo e a non avere un euro per pagare le bollette, vecchietti che non hanno niente di meglio da fare che uscire di casa alle sette e ingolfando il già ingolfato traffico nelle ore di punte con la scusa che devono andare a fare esami su esami.... alle sette di mattina le USL (o come si chiamano ora!) sono chiuse, quindi deduco che lo facciano solo per rompere le palle ai lavoratori che la pensione non la vedranno mai, i ragazzini e le ragazzine che il cervello lo tengono nei pantaloni molli sul culo dove la loro massima aspirazione è diventare calciatori o fare la mignotta ma da non chiamare mignotte ma soubrette o concorrenti di un reality show, che poi si cambia il nome ma il risultato non cambia.
Personaggi che credono ancora che un pezzo di carta valga più di ciò che è una persona, “Ha la laurea.... è intelligente”, se fosse così io sarei un povero idiota che cerca di spelare un acino d'uva con un machete, poi per esperienza diretta ho conosciti più imbecilli laureati che non laureati, ma il pezzo di carta ti da importanza e quindi si sentono in diritto a tirarsela, ma (e parlo della facoltà dove ho l'ufficio!) se in media si laureano in architettura un centinaio di ragazzi a semestre in un anno fanno un duecento architetti e di tutti questi architetti l'Italia cosa se ne fa? Ve lo dico io... nulla, assolutamente nulla.
Le mode sportive, il gregge adora le mode sportive, ho visto deliranti imbecilli che prima sapevano tutto di vela, poi è arrivato il rugby e tutti sapevano tutto su questo sport, poi il basket e tutti erano cestisti alla pari di Jordan ed ora la pallavolo e tutti sono Mila e Shiro... poi è irrilevante che il giorno dopo sempre per darsi un tono scelgano un'altro sport che nessuno si caga in Italia ma non si può non seguire il gregge bisogna bullarsela con commenti sagaci degni di un telecronista sportivo, vogliamo parlare dei perbenisti?
Forse sono le persone che odio di più perché sono false come una moneta da cinque euro, bisogna essere buoni a tutti i costi, bisogna amare tutto e tutti anche se poi sotto sotto, odiano zingari, extracomunitari, omosessuali, tifosi della squadra avversaria, tutti e tutto ciò che esce dal loro praticello, ma non bisogna dirlo, bisogna essere politicamente corretti, bisogna mentire sempre e comunque se no il gregge s'infuria e si viene emarginati ai confini della società bella e buona, sono proprio loro i primi a puntare i loro grassottelli ditini su un reato, non si fa, non si fa urlano e poi berciano a morte a morte, il political correct è anche questo, davanti si è pro gay e dietro la parola più gentile è froci di merda, davanti bisogna tenere una maschera sorridente e buona sempre e comunque.
Le sette non religiose, che fanno i loro greggi con le loro leggi e i loro dogmi, i vegani sono i primi, che non riescono a concepire una persona che la pensi come loro, se vogliono mangiare radici amare e bere acqua piovana che lo facciano pure ma che non vadano a rompere i coglioni a chi non la pensa come loro cari nazivegani è brutto dirlo ma di voi non importa niente nessuno, la maggioranza delle persone vi vede come dei poveri esaltati buoni solo a rompere i coglioni e basta, nessuno vi prende seriamente e se poi rompete le palle alle persone sbagliate e vi prendete le mazzate peggio per voi, altre sette sono i ragazzini con la minchia ancora incelofanata che urlano ai quattro venti di essere comunisti e fascisti, idioti miei il comunismo è caduto prima della vostra nascita e a parte essere anacronistico asserire di esserlo e del tutto fuori luogo visto che come minimo siete dei cazzo di figli di papà che hanno già il futuro spianato, per quanto riguarda i cerebrolesi che alzano il braccio e urlano Duce, Duce... il vostro tanto amato Duce è morto da un bel po' e neanche i vostri genitori sanno cos'è il fascismo, forse i vostri nonni se hanno più di settant'anni quindi minchioncini belli smettetela che fate ridere ai polli e a volte neanche a loro, i gay pride, non ho mai capito come un baraccone festante e colorato possa aiutare i diritti dei vari omosessuali, non ho nulla contro il gay pryde, anzi, ma non capisco cosa vogliono ottenere, i diritti per i gay? Benissimo e allora i vari politici vedendo questo carrozzone decidono di dari pari diritti a tutti? Ne siete convinti? Io no, per niente ma se volete continuare fate pure ma facendo così coprite di ridicolo la vostra sacrosanta battaglia per i diritti e basti pensare che da quando c'è il gay pryde non c'è stato un notevole miglioramento per i diritti, anzi mi sembra che ci siano stati tiepidi e quasi insulsi passettini.
Il gregge provinciale e un'altro gregge che mi urta non solo la mente ma tutto il corpo, è il tipico gregge che fuori dal suo immancabile praticello è tutto una merda, quelli che fuori dalla loro città (che è ovviamente la migliore al mondo, dove si vive benissimo e tutti stanno bene!) non esiste nulla, si lamentano costantemente, una pentola miasmica di fagioli e allora io mi chiedo, ma imbecilli che non siete altro, se non vi va bene perché ve ne andate dalla vostra meravigliosa città? Nessuno vi ha chiesto di emigrare, non ci sono stati bandi di concorso per farvi venire, state da Dio nella vostra città, benissimo, stateci e non rompete i coglioni ma se emigrate abbiate la finezza di starvene zitti e buoni perché poi se continuate a fare come fate le varie leggende metropolitane sul vostro conto prendono conferme scientifiche e non è bello visto e considerato che poi si finisce con il fantomatico serpente che si mangia la coda ma queste mie parole sono inutile, sono sordi, ciechi e muti su questo argomento e allora citrullini belli posso dirvi solo una cosa... CAZZI VOSTRI!

I greggi sono tantissimi in Italia alcuni si fondono insieme per fare un gregge ancora più grosso e il danno aumenta, il danno culturale (Pompei sta sprofondando ma chi se ne frega gioca la mia squadra domenica e poi Pompei è un rudere, vogliamo mettere con un bel palazzone di cemento?) è sempre più enorme e sarà sempre peggio perché l'imbecillità è ereditaria, da due imbecilli è difficile che nasca un genio, può succedere ma questo genio verrà soffocato dall'imbecillità, il danno sociale ormai è talmente enorme che al suo confronto un buco nero sembra una macchiolina su un maglione, il rispetto e tutto ciò che comporta ormai non esiste più il vecchissimo detto meglio essere che apparire ormai è morto e sepolto, l'importante è vedere un gran bel gregge numeroso dove non ci si accorge chi sia chi, non esiste più il singolo ma il gregge, il gregge nutre e protegge (e c'è ancora gente che si scandalizza quando un branco di coglioni sevizia un ragazzino, cosa c'è da scandalizzarsi? Li avete allevati voi così e vi stupite? Io no, per niente!) e fuori dal gregge il singolo è un perfetto e lucido nessuno, il danno maggiore che il gregge ha fatto è l'annullamento dell'intelligenza del singolo per l'imbecillità del gruppo è meglio nascondere una passione che non sia il calcio o lo shopping ed è facendo così che i ragazzini poi diventano dei autonomi imbecilli e faranno figli che saranno peggio di loro, poi non stupitevi se tutto andrà in merda, avete voluto il gregge? Bene cazzi vostri a me personalmente non m'interessa e non mi scandalizzo più, sono semplicemente disgustato e la mia fievole speranza in un miglioramento ormai è un ricordo quasi dimenticato!  

martedì 23 settembre 2014

-Odogwu nwaanyi-

odogwu nwaanyi”



Ne ho assolutamente bisogno............. il bisogno è estremo come posso non averlo..................... come mai la strada è............... bisogno.......... bisogno............. devo andare lì che costano poco............. tanto ne ho ancora un po'.............. chi mi parla chi sta parlando............. sbirrame................ due euro una non è giusto......... casini un euro un euro un euro sto parlando o urlando o pensando...................... ne ho bisogno ma non capiscono...................... barcollando si va avanti............... ho perso cinque denti e li altri sono quasi marci ma a me non interessa................ dove è il giardinetto.............. il mio amico.............. barcollo in giro e non so dove sono esattamente l'effetto sta finendo................. uno mi viene addosso e mi schifa mi sa che puzzo........... ma sono libero................ nella mia terra è normale............ sirene mi stanno cercando............. non mangio da giorni............. nessuno............... lo stomaco brontola............ solo una per rimettere le cose in sesto.......................... una............ dove cazzo è il giardinetto.................. scavalcare......... mi strappo la maglietta lercia e i pantaloni anche loro lerci.................. ma sono a casa............. un attimo d'attesa e poi il paradiso.............. le vergini e tutto il resto............. il mio paradiso............ sono solo o in compagnia............... vedo il cielo....... non so dove sono sdraiato.............. non sento nulla.............. braccia aperte e gambe chiuse non sento nulla il nero più profondo.................. un attimo............. solo un altro attimo............ 

mercoledì 30 luglio 2014

-Agorà-

-Agorà-


Hai sempre odiato le varie riunioni di famiglie, le feste comandate, le varie cene pranzi merende e quant'altro, avresti preferito restartene tranquillo sotto le bombe in una nazione qualsiasi in guerra ma le licenze sono obbligatorie e ti tocca usufruirne, il giornale per cui lavori ti ha costretto quasi con la forza di tornartene a casa, dopo sei anni sotto le bombe loro hanno pensato che era troppo, ora stai in redazione tutto il giorno a girarti i pollici, non c'è una storia degna d'essere raccontata e rimani lì con le mani in mano.
La tua cognizione del tempo è completamente fallata, non sai che festa è ma sai che sei stato “ufficialmente” invitato a un pranzo domenicale dove troverai tutti i componenti in vita della tua famiglia, nonni, nipoti, cugini, zii, parenti alla lontana e alla vicina e preferiresti non stare lì ma ci devi stare lo hai promesso e le promesse vanno mantenute.
Com'è fare il giornalista?”
Secondo te chi ha ragione e chi torto?”
Una ragazza per bene non potresti trovarla?”
Gu gu gu!”
Da quand'è che mangi carne, non l'hai mai mangiata e ora la mangi?”
Domande su domande che hanno solo una risposta semplice, mah, però, eh, è per questo che non mai i pranzi famigliari, vieni subissato da domande a cui non vuoi o non puoi dare risposta, sembra quasi che perché sei stato in ghiro per il mondo per anni tu sappia tutto di tutto e invece t'accorgi sempre più che più si girovaga e più non si conosce nulla, le uniche cose che sai sono li effetti devastanti di una mina anti uomo, di una bomba a mano, di un colpo inferto da un machete ma oltre a questo non sai più di tanto, ti sembra che le fazioni rivali siano sempre più simili, cambiano le parole e i modi di dire ma la sostanza non cambia.
Il pranzo comincia e la durata di quest'ultimo è a dir poco interminabile, le chiacchiere senza un senso vero, la politica, i malumori che sono sempre quelli da anni e anni, il politico in vista che sembra che possa salvare tutto e tutti e che poi tra qualche mese tutti s'accorgeranno che è uguali a tutti li altri e i discorsi s'affollano come larve su una carcassa, i primi commensali (quelli con bambini piccoli!) incominciano ad andarsene e la tavolata pantagruelica s'affievolisce sempre più fino a far rimanere in pochi, pochissimi!


Quando ormai i commensali si possono contare su le dita di una mana di un monco i discorsi diventano pettegolezzi e speri con tutto te stesso che ti squilli il cellulare per poter scappare via da quel ricettacolo di miasmi inutili e la chiamata non arriva e ti devi sorbire tutto questo stoicamente, qualcuno ti chiede il tuo parere e tu alzi semplicemente le spalle anche perché non conosci la Sig.ra X o il Sig. Y e se anche li conoscessi non t'interesserebbe nulla di loro, ascolti e non ascolti annoiato il fiume di parole fino al tuo congedo, vuoi andartene e con la scusa banale che si è fatto tardi te ne vai ma non prima di promettere contro voglia la tua presenza per la prossima domenica per un altro pranzo domenicale ed è lì che speri con tutto te stesso che scoppi una guerra in una nazione sconosciuta che rivendica qualcosa di inutile a un'altra nazione sconosciuta...

-40 Denari-

-40 denari-   Cosa succede quando cala la notte? Quando la fiducia viene meno? Quando vai in coma e ti ricordi tutto? Quando vai in deli...